L’assemblea di Bankitalia

Visco: «Ripresa formidabile sfida. Il Pnrr assicuri occupazione e produttività»

La ripresa è una formidabile sfida.«Essenziale che a essa partecipino con convinzione e fiducia imprese e famiglie: non è pensabile un futuro costruito sulla base di sussidi e incentivi pubblici»

di Nicoletta Cottone

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco (Ansa/Massimo Percossi)

6' di lettura

«La pandemia ha avuto in tutto il mondo un costo altissimo in termini di vite umane. Il suo contenimento ha richiesto restrizioni alle libertà individuali e ha condizionato in modo profondo la vita di tutti. Per molti ha determinato la perdita dell'occupazione; ha modificato i rapporti interpersonali, le modalità di studio, di produzione e lavoro, di impiego del tempo libero». Lo ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco nelle considerazioni finali, nel giorno dell’assemblea annuale della Banca d’Italia. «Grazie agli sforzi straordinari, in primis della comunità scientifica, nello sviluppo dei vaccini e nel trattamento della malattia, in molti paesi si procede gradualmente verso l'uscita dall'emergenza sanitaria», ha precisato Visco.

La recessione più grave dopo il secondo conflitto mondiale

«Sul piano economico la recessione che ne è conseguita è la più grave dalla fine del secondo conflitto mondiale. Nel 2020 la diminuzione del prodotto globale è stata pari al 3,3 per cento, con effetti eterogenei tra aree geografiche,settori produttivi, imprese e famiglie; ancora più ampia, quasi del 9 per cento, è stata la caduta del commercio internazionale, caratterizzata da una temporanea interruzione delle filiere produttive, cui si è associato un forte calo dei flussi turistici».

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Bankitalia: il discorso del governatore Visco

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Crollo del Pil nel primo semestre 2020

Il nostro paese, ha ricordato Visco, «è stato colpito dall'epidemia già dal febbraio dello scorso anno. Nel primo semestre del 2020 il PIL è diminuito di quasi il 12 per cento rispetto ai sei mesi precedenti. Come nel resto del mondo, le successive ondate di contagio sono state più gravi di quanto generalmente atteso; tuttavia, l'impatto sull'economia è stato minore che in primavera, per la moderazione delle nuove misure di contrasto e l'adattamento di imprese e lavoratori alle necessità di distanziamento sociale. Gli andamenti in corso d'anno hanno messo in luce le capacità di ripresa dell'economia, ma anche la loro forte dipendenza dall'evoluzione dei contagi e dalle politiche di sostegno».

La relazione annuale di Bankitalia

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Ripresa, il rialzo del Pil 2021 potrebbe superare il 4%

Visco ha osservato che «nella media dell’anno l’espansione del Pil potrebbe superare il 4 per cento», precisando che «l’attività produttiva si sta rafforzando» e che «nel corso dei prossimi mesi, con il prosieguo della campagna vaccinale, vi potrà essere un’accelerazione della ripresa». Secondo Visco, in particolare, «una ripresa robusta della domanda nella seconda metà di quest’anno è quindi possibile. Ne sono condizione il proseguimento delle favorevoli prospettive connesse con la campagna vaccinale e il buon avvio del Pnrr».

La perdita dell’occupazione ha colpito giovani, donne e precari

La perdita dell’occupazione, ha ricordato il governatore, «ha colpito in misura più marcata i giovani, le donne, i lavoratori precari». Per la prima volta in oltre 20 anni, il numero delle persone che nel mondo versano in povertà estrema, pari oggi, secondo la Banca mondiale, a circa il 10 per cento della popolazione, con un incremento di oltre 100 milioni nell'ultimo anno.Senza la risposta decisa e tempestiva delle politiche economiche i danni sarebbero stati più gravi; la cooperazione tra paesi e il coordinamento tra le autorità monetarie e di bilancio hanno segnato una netta inversione di tendenza rispetto al recente passato.

Sicurezza e rapidità di esecuzione, l’efficacia e la trasparenza degli impegni finanziari

Non esistono soluzioni semplici ai nostri problemi, ha ricordato Visco, «è oggi che si presenta un'occasione decisiva per intensificare l'impegno. Agli interventi previsti dal Piano e al connesso, articolato, programma di riforme occorre dare massima concretezza; vanno assicurate la sicurezza e la rapidità dell'esecuzione, l'efficacia e la trasparenza degli impegni finanziari. Questi sono certamente di dimensioni eccezionali per la digitalizzazione e l'innovazione, la transizione ecologica e la sostenibilità; sono altrettanto importanti le previsioni per l'istruzione e la ricerca, l'inclusione sociale e la salute; e il perseguimento delle priorità trasversali del riequilibrio dei divari territoriali, del sostegno alle generazioni più giovani e del conseguimento della parità di genere non si esaurirà con il Pnrr».

Il sostegno economia rimanga fino al ritorno su stabile sentiero crescita

Gli interventi messi in campo da Governi della Ue alle prese con le conseguenze economiche della pandemia sono stati «senza precedenti», ha ricordato Visco, e il sostegno all’economia «andrà mantenuto fino a quando diverrà chiaro il ritorno su una stabile traiettoria di crescita», ha detto Visco. Cruciale sarà «il successo degli investimenti e delle riforme previsti dai piani associati, nei diversi paesi, all'eccezionale innovazione costituita dal programma Next Generation Eu».

No però a un futuro costruito su sussidi e incentivi pubblici

La ripresa è una formidabile sfida. «È essenziale che a essa partecipino con convinzione e fiducia imprese e famiglie: non è pensabile un futuro costruito sulla base di sussidi e incentivi pubblici. Ci vorrà tempo per comprendere quali saranno, dopo la pandemia e nella transizione digitale e ambientale, i nuovi “equilibri” di vita sociale e di sviluppo economico; siamo tutti chiamati a far sì che cresca e sia diffuso il benessere, siano adeguatamente protetti coloro che più saranno colpiti, chiari i costi da sopportare e progressivamente ridurre. È certo però che verrà meno lo stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali». Visco ha ricordato i livelli imponenti di trasferimenti pubblici alle famiglie «con un aumento di 30 miliardi al netto delle pensioni. Ha ricordato i forti ampliamenti degli ammortizzatori sociali, la diminuzione dei consumi (-10.7%), «quattro volte più della riduzione del reddito disponibile». La quota di reddito destinata al risparmio ha superato il 15%, il doppio del 2019. «Sarà necessario - ha sottolineato il governatore - mantenere il sostegno a chi perde il lavoro».

Persistono elementi di fragilità del tessuto produttivo

Il sistema produttivo ha affrontato la crisi pandemica in condizioni migliori di quelle prevalenti durante la crisi finanziaria globale. «La crisi - ha sottolineato Visco - ha determinato una drastica riduzione della produzione e dei ricavi, con squilibri di bilancio per le imprese più colpite dalle restrizioni all'attività, aggravando le condizioni di quelle già fragili prima della pandemia». Anche se l'Italia può contare «su un segmento in crescita di imprese dinamiche e innovative», «persistono gli elementi di fragilità del tessuto produttivo».

Il Pnrr assicuri occupazione e produttività

Visco ha parlato del Pnrr, «un piano imponente, da tradurre rapidamente in progetti esecutivi, gare di appalto e opere pubbliche». Una delle priorità del piano, ha detto, è «la riduzione dei divari territoriali». Il governatore ha sottolineato l’importanza «di assicurare che il Pnrr favorisca stabilmente l'accumulazione, l’occupazione e la produttività è accresciuta dalla riduzione della popolazione in età da lavoro attesa nei prossimi venti anni». Per contrastarne l’impatto sfavorevole, ha sottolineato Visco, «serviranno, oltre a un riassorbimento della disoccupazione, l’innalzamento della partecipazione al mercato del lavoro delle donne e dei giovani, ancora di 13 e 14 punti percentuali inferiore a quella media europea, e un progressivo allungamento della vita lavorativa coerente con la legislazione vigente. Un contributo potrà venire dai meccanismi che premiano le imprese che assumono i giovani e le donne e dalle risorse dedicate a potenziare i servizi per l'infanzia. Andrà inoltre interrotta la fase di stagnazione della produttività che da così tanto tempo frena lo sviluppo dell'economia».

Le banche sostengano aziende in difficoltà momentanea

Le banche, ha sottolineato Visco, hanno accumulato patrimonio grazie anche al blocco dei dividendi e a un minore flusso di crediti deteriorati e ora possono «usare il patrimonio in eccesso» per «sostenere imprese in difficoltà ma con concrete possibilità di tornare a onorare regolarmente i propri debiti», oltre che «per adeguare classificazioni e rettifiche» che fatalmente arriveranno al termine della moratoria. Secondo Visco «l’identificazione» di aziende ancora in grado di ripartire «è compito non semplice, ma fondamentale in questa fase congiunturale. La quota dei finanziamenti oggetto di ristrutturazione, pari al 3 per cento a fine 2020, è verosimilmente destinata ad aumentare».

Aumenti dei tassi interesse ingiustificati, andranno contrastati

«Aumenti ampi e persistenti dei tassi di interesse non sono giustificati dalle attuali prospettive economiche e andranno contrastati, anche con il pieno utilizzo dei programmi di acquisto di titoli già definiti», ha detto Visco, ricordando che «le misure straordinarie introdotte dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea hanno tempestivamente contrastato le ricadute economiche della crisi sanitaria. Da marzo dello scorso anno sono stati erogati alle banche fondi aggiuntivi a condizioni molto vantaggiose per quasi 1.500 miliardi di euro ed effettuati acquisti netti di titoli pubblici e privati all'incirca per lo stesso ammontare, in larga parte decisi per far fronte all'emergenza pandemica».

Il modello della piccola banca tradizionale non regge, subito aggregazioni

Il modello della piccola banca tradizionale non regge più ed «è urgente» che venga rivisto anche con aggregazioni da fare «subito per sostenere la redditività». Visco è categorico con i «diversi intermediari per la maggior parte di piccole dimensioni e con un'operatività tradizionale, presentano debolezze strutturali; in taluni casi esse sono dovute a un governo societario non adeguato e alla debolezza dei controlli interni, in altri alla ridotta capacità di accedere ai mercati dei capitali, di innovare e di sfruttare economie di scala e di diversificazione». Le soluzioni indicate da Visco sono la stipula di accordi commerciali con altri operatori, la creazione di consorzi e, non ultime, operazioni di aggregazione. Più tranquilla la situazione per le grandi banche italiane vigilate direttamente dalla Bce (con l’eccezione di Mps che non viene però citata). Il governatore ha sottolineato che «la distanza dalla media degli altri paesi per patrimonializzazione e qualità dei prestiti si è sostanzialmente annullata».

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