design

Visionnaire porta il lusso made in Italy in California

di Ilaria Vesentini


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2' di lettura

Dietro a stucchi dorati, pietre intarsiate, catene di cristalli, pelli e sete preziose degli arredi Visionnaire che trasudano lusso non c’è solo il valore di un brand iconico bolognese riservato, per listino prezzi, ai cosiddetti Uhnwi (gli ultra high-net-worth individuals, persone con decine di milioni di dollari di ricchezza). «C’è un valore intrinseco altissimo nei nostri prodotti di interior design, sono pezzi d’arte unici, 100% made in Italy, senza un difetto. Partiamo da materie prime pregiate naturali, ci affidiamo ai migliori designer internazionali per studiare soluzioni stilistiche a misura di ogni singolo cliente (dai proprietari di yacht e di aerei all’hotellerie, ndr) e facciamo costruire ogni articolo nei distretti italiani specializzati, da artigiani che lavorano assieme a noi in un rapporto di stretta integrazione, non di semplice fornitura», spiega Andrea Gentilini, da due anni alla guida di Visionnaire.

Un progetto nato nel 2004 a Zola Predosa (ancora oggi il quartier generale, dove lavorano 60 addetti diretti) dalla storica azienda di imbottiti Ipe della famiglia Cavalli, passato nel 2014 sotto il controllo del fondo Ergon Capital Partners III del barone belga Albert Frère. Dopo aver conquistato la prima posizione per brand reputation nel luxury interior in Russia, Cina e Medio Oriente (mercati che assorbono la quasi totalità dei 46 milioni di euro di fatturato 2017), Visionnaire si prepara ora alla conquista di nuovi spazi tra la clientela occidentale più sofisticata, virando su uno stile contemporaneo, sempre di haute couture ma meno ostentato, che debutterà con la prossima collezione in occasione del Salone del mobile.

Il traguardo, da qui a quattro anni (2022), è raddoppiare il fatturato sfiorando i 100 milioni di euro e arrivare a 40 monomarca (oggi sono 28, di cui 12 in Cina e tre in Italia a Milano, Bologna e Bari). «Consolideremo la nostra presenza in Asia – spiega il ceo – aprendo anche nelle città cinesi second tier (tre aperture sono in programma già nel 2018, ndr)e ci rafforzeremo in Europa e in Nord America». È infatti a Los Angeles, nella sontuosa via del lusso Robertson Boulevard, che Visionnaire sta inaugurando il primo monomarca diretto negli Usa, sulla costa californiana, secondo presidio dopo il monobrand (non diretto) a Miami. Mentre a febbraio è stata la volta di Montecarlo, in Costa Azzurra, unica presenza nel Vecchio Continente, se si esclude l’Italia, assieme a quella di Londra, da Harrods.

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