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Vitale Barberis Canonico, felice connubio tra moda e design

Progetto per l’arredo

di Giulia Crivelli

Lampade disegnate

2' di lettura

La storia del tessile italiano è lunga e affascinante, come lo è quella europea e in particolare britannica, e come lo sono quelle del tessile africano, asiatico, sudamericano. Eppure il tessile non è un settore maturo, come a volte lo si definisce, né dal punto di vista manifatturiero né da quello creativo. Si potrebbe addirittura dire che «le mode passano, il tessile (e lo stile) restano». O meglio: le aziende protagoniste del settore e spesso specializzate in alcuni segmenti – dal cotone alle lane, passando per i filati e tessuti sintetici o manmade – che hanno investito in ricerca tecnologica e stilistica ora vivono una seconda (meglio sarebbe dire ennesima) giovinezza.

Emblematico il caso del lanificio Vitale Barberis Canonico, che da oltre 350 anni, nello stabilimento di Pratrivero (Biella) produce tessuti pregiati per la confezione di abiti. Con oltre 400 addetti, 40 agenti nel mondo, 2 stabilimenti nel biellese, Vitale Barberis Canonico è tra le prime aziende al mondo nella produzione di tessuti, sia in termine di valore sia di quantità ed è il principale esportatore a livello globale.

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«L’abbigliamento resta, diciamo così, al centro dei nostri pensieri, ricerche e innovazioni – spiega Francesco Barberis Canonico, direttore creativo dell’azienda –. Anche perché i tessuti devono intercettare, possibilmente anticipare, i grandi cambiamenti nei modi di vestire. Due esempi su tutti: casualwear e sportswear, che non potrebbero essere tali se i tessuti e gli accessori tessili non fossero diventati partner creativi dei marchi, offrendo soluzioni, spesso nate da investimenti in ricerca e sviluppo».

Ma nulla vieta di guardare oltre, di cercare nuovo sbocchi per il tessile di qualità, anche in settori contigui alla moda, come l’arredo-design. «Tessuti come i nostri sono ancora prevalentemente destinati al menswear, ma le cose stanno cambiando anche in questa distinzione di genere, troppo netta, specie per le nuove generazioni – aggiunge Barberis Canonico –. Ma su questo l’evoluzione può avvenire solo se condivisa e anche promossa dai marchi della moda. Per il mondo del design invece ci possiamo muovere con maggior autonomia, diciamo così, cercando e costruendo partnership inedite che leghino i tessuti tradizionalmente da abbigliamento ai complementi d’arredo». Alla Milano design week che si è chiusa domenica, Vitale Barberis Canonico ha presentato le lampade BemyGuest, realizzate da Luca Nichetto in tiratura limitata. Esposte nello showroom Vbc di via Solferino, tutte le opere rappresentano la sartorialità e l’attenzione al dettaglio che accomunano le eccellenze del tessile a quelle del design.

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