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Vitale Barberis investe nel cotone 100% stretch

La sfida per il lanificio è adattare i tessuti classici alla vita smart

di Chiara Beghelli

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Novità tech.  Il nuovo tessuto 100% cotone stretch della linea Supersonic, pensata per capi versatili e seasonless

La sfida per il lanificio è adattare i tessuti classici alla vita smart


2' di lettura

compostezza e dinamismo sono i tratti del tessuto di lana e mohair, un classico della produzione Vitale Barberis Canonico, probabilmente il più antico lanificio al mondo con i suoi 350 anni di attività a Prativero, fra le Prealpi biellesi. Caratteristiche che appartengono all’azienda stessa, che si sta adattando a nuovi consumi e abitudini nati dalle pandemia mantenendo insieme i suoi standard e il suo stile.

«Bisogna analizzare le esigenze del consumatore finale e predirle - spiega l’ad Alessandro Barberis Canonico, membro della 13esima generazione della famiglia proprietaria e presidente di Milano Unica -. Nella nuova collezione PE 2022 presentiamo una proposta “caleidoscopica” di articoli stretch della linea Supersonic, pensata per capi multistagione, multifunzione e adatti a ogni occasione». Fra le novità più significative c’è il debutto del lanificio nel cotone 100% stretch, concepito con un’anima tech che gli dona versatilità, per capi adatti a questa nuova vita più smart: «Il 2021 sarà un anno ancora sfidante, ma cercheremo di adeguare ancora di più il nostro core di tessuti classici alla contemporaneità - prosegue l’ad -. Quando si uscirà di casa si vorrà un nuovo abbigliamento meno formale, ma elegante e sofisticato. Risponderemo con stoffe per giacca, pantaloni e giubbotti confortevoli, performanti ma che consentiranno di essere impeccabili sempre e in ogni occasione», spiega l’ad.

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Su questa linea, anche nel 2021 proseguiranno gli importanti investimenti in ricerca e sviluppo già impostati dall’azienda: «Lavoreremo sempre di più in quest’area, con un occhio attento alla sostenibilità, che per noi è un asset importante già da tempi in cui non se ne parlava. Sostenibilità e innovazione, legate al prodotto e l’azienda, saranno le nostre parole chiave», prosegue Barberis Canonico. Il lanificio è all’avanguardia per quanto riguarda il consumo e la gestione delle acque (per produrre un metro di tessuto ne impiega 35,4 litri a fronte di una media dell’industria di 50-60 ) e delle emissioni, e sul fronte del prodotto sta sviluppando la collezione H.o.p.e., con tinture e materiali naturali, riciclati o derivanti da vegetali.

Le novità saranno tutte presentate a Milano Unica, quest’anno in versione solo digitale: «Le fiere digitali rappresentano di certo un’opportunità, per la possibilità di creare prodotti esclusivi virtualmente e poi discuterne con il cliente - nota l’ad-. I tempi del time to market, dalla realizzazione del tessuto alla produzione si abbreviano, e c’è maggior libertà nella creatività e nelle personalizzazioni. Ma sono anche un limite perché la presenza, il poter toccare con mano i tessuti e il contatto umano saranno sempre vitali. Per il futuro auspico un ritorno alle fiere fisiche con supporto del digitale».

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