a partire dal 1° gennaio 2019

Vitalizi: dalla Camera ok a taglio per gli ex deputati, al via da gennaio 2019. Di Maio: «Giornata storica» 

di Nicola Barone e Alessia Tripodi

Vitalizi parlamentari, quel privilegio del 1954 nato in una seduta segreta e criticato solo dal 24 Ore


4' di lettura

L’ufficio di presidenza della Camera ha dato l’ok al taglio vitalizi proposto da M5s. Il nuovo sistema ricalcola tutti i vitalizi finora percepiti sulla base del sistema contributivo e riguarda dunque gli ex parlamentari. È stata approvata una sola modifica che riguarda alcuni casi sociali particolari di «non autosufficienza».

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha annunciato che il taglio sarà effettivo a partire dal gennaio 2019. Precedentemente l'entrata in vigore prevista era stata fissata al primo novembre di quest’anno.

A votare a favore della delibera, oltre alla maggioranza, sono stati il Pd con Ettore Rosato e i deputati di Fdi Edmondo Cirielli e Fabio Rampelli. Forza Italia si è astenuta mentre Leu non ha partecipato al voto.

Di Maio: ora abolizione delle pensioni d’oro
Il via libera è stato accolto dal Movimento con lanci di palloncini e bottiglie di champagne in piazza Montecitorio. «È una giornata storica» ha detto vicepremier Luigi Di Maio, annunciando che «il prossimo passo sarà l’abolizione delle pensioni d’oro. Lo faremo presto, prestissimo». E sui vitalizi ha aggiunto: «Adesso il Senato prenda esempio: si è affermato i principio che i privilegi si possono togliere».

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Fico: riparata ingiustizia, non temo Consulta
«Non sono preoccupato. Ho scritto una delibera forte, sostanziale e sostanziosa che ripara ad un’ingiustizia» facendo proprio un principio «costituzionale per cui tutti i cittadini sono uguali». Così il presidente Fico risponde a chi gli chiede se non sia preoccupato di un'eventuale bocciatura della delibera da parte della Corte Costituzionale. «Io non mollo e non mollerò mai, oggi abbiamo riparato un'ingiustizia sociale e quindi una ferita», ribadisce Fico.

Salvini: stop a vecchi e assurdi privilegi. Conte: bel segnale
«Approvato in Parlamento il taglio dei vitalizi a 1.240 ex parlamentari: stop a vecchi e assurdi privilegi. Con la Lega, dalle parole ai fatti!». Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato l’ok alla delibera. Su Twitter la soddisfazione del premier Luigi Conte: «Grande soddisfazione per l’abolizione dei vitalizi. È un bel segnale per il Paese che si aspettava da tanto tempo. Avanti così! #ByeByeVitalizi». Con lo stesso hashtag esulta anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un video pubblicato su Facebook.

Taglio ai vitalizi, ecco su quali basi gli ex deputati faranno ricorso

Di Maio: «C’è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi»
«Oggi è giornata storica - aveva già detto stamane il vicepremier Di Maio in un’inervista a Unomattina- almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre trent’anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no». Per il vicepremier «è un principio di giustizia» anche se « c'è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di cento giorni li abbiamo tagliati».

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In un post su Facebook, il vicepremier ha poi ribadito: «Finalmente è arrivato. Oggi è il giorno che gli italiani aspettavano da 60 anni, quel momento fatidico che abbiamo regalato ai nostri cittadini in 100 giorni di Governo».

Il taglio è sempre stata una priorità assoluta per il M5S e per il presidente Roberto Fico che punta come prossimo obiettivo anche l'eliminazione delle indennità di funzione per membri dell'ufficio di presidenza e presidenti di commissione di Montecitorio. Alla fine i dubbi residui nell’alleato di governo, la Lega, si sono dissolti nelle parole di tarda serata pronunciate da Matteo Salvini per il quale «il taglio di privilegi e vitalizi del passato era, è e rimane una priorità della Lega. Prima lo si fa, meglio è».

Al Senato avanti adagio
Fedeltà su di un tema bandiera dei pentastellati dimostrata, dunque. Il voto sulla delibera su cui Fico tiene dritta la barra è stato preceduto dall'esame degli emendamenti. Quello di Forza Italia e di FdI che puntava a riscrivere completamente il testo mentre più moderati sono i sei emendamenti di Alessandro Colucci di Noi con l'Italia, volti ad una mediazione tra l'entità dei tagli alle pensioni dei vecchi “onorevoli” e i tempi di applicazione (una parte dei dem è per il sì alle misure). E se tra gli ex deputati corre il tam-tam di minacce e ricorsi il Senato va (lentamente) per la sua strada. Non sono state ancora fissate le date in cui il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama audirà tra gli altri il presidente dell'Inps Boeri. La presidente Elisabetta Alberti Casellati ha più volte puntualizzato di non nutrire «nessuna chiusura» in materia, tuttavia al Senato si intende seguire un percorso autonomo rispetto a Montecitorio.

Scure sulle “ pensioni d'oro” sopra i 4mila euro
Le cosiddette “pensioni d'oro” saranno tagliate «anche sopra i 4mila euro» per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza. È sempre Di Maio ad annunciare che il provvedimento è già pronto e sarà il passo successivo dopo il taglio ai vitalizi.Fino a oggi si era sempre parlato della soglia di 5mila euro ma per il ministro del Lavoro «l’obiettivo è quello di tagliare le pensioni d'oro per ridare alle minime».

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