Fraccaro: i ricorsi non ci fermano

Vitalizi, quel privilegio del 1954 nato in una seduta segreta e criticato solo dal 24 Ore

di Nicoletta Cottone


Vitalizi parlamentari, quel privilegio del 1954 nato in una seduta segreta e criticato solo dal 24 Ore

2' di lettura

I vitalizi ai parlamentari sono frutto di una seduta segreta del 21 dicembre 1954, presenti i parlamentari di tutti gli schieramenti. Nella seduta segreta venne istituito un fondo di previdenza per gli onorevoli vitalizi dei deputati da 425 milioni. Solo un deputato, Giuseppe Veronesi, criticò la procedura segreta e si dimise: «La povera gente - scrisse in una lettera - ha bisogno di buone leggi e buoni esempi». Ma alla Camera non ci fu nessun dissenso sulla misura. I parlamentari si limitarono a respingere le dimissioni del parlamentare.

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L’editoriale del 24 Ore unica nota critica
Eppure il costo dell'operazione era di 98 milioni di lire l'anno. Gli onorevoli versavano al fondo pensioni 9mila lire al mese, mentre la Camera versava 12.500 lire al mese per ciascuno. Al deputato a 55 anni con due legislature o 60 anni con una legislatura spettava un vitalizio di 50mila lire al mese. Ogni anno di mandato in più il vitalizio aumentava di 5mila lire, fino a un massimo di 150mila lire al mese. Ai deputati non rieletti con meno di 5 anni di attività, spettava una buonuscita di 600mila lire. Solo un editoriale del quotidiano economico 24 Ore, antesignano del Sole 24 Ore, criticò la misura ed evidenziò la spesa in deficit.

Il raddoppio del periodo minimo di mandato
Dopo la scoperta di vitalizi pagati per pochi giorni di legislatura si dovrà arrivare al 2007 per vedere raddoppiare il periodo minimo di mandato per l'assegno: 4 anni, 6 mesi e 1 giorno.

Il passaggio al contributivo
Nel 2012 viene introdotto il calcolo contributivo ed eliminati i vitalizi per i neo eletti. Gli ex parlamentari. invece, quelli cessati prima del 2012, continuano a percepire assegni pre-riforma: fino a 5 volte i contributi versati. Per chi è stato rieletto si applica un doppio binario.

Il naufragio del ddl Richetti
Nel 2017, dopo l’approvazione da parte della Camera del ddl Richetti, sembrava che qualcosa si fosse mosso per eliminare il privilegio degli ex tramite il sistema di ricalcolo retroattivo per gli ex parlamentari. Il ddl è stato poi affossato dal Senato.

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La delibera della Camera
Ora la delibera della Camera per tagliare i vitalizi, che li ricalcola tutti col contributivo. Perplessità al Senato dove si chiedono “scelte condivise”.

La class action degli ex
E poi ci sono gli ex parlamentari, che minacciano una class action e un'azione per danni contro i membri dell'ufficio di presidenza, perché ritengono la delibera incostituzionale. Si allunga l’attesa per vedere tagliare un privilegio che consente di incassare anche cinque volte i contributi versati. I ricorsi? «Non ci fermano, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro a Sky Tg24. Il ministro, che si è occupato del taglio dei privilegi agli ex parlamentari anche in qualità di questore anziano della Camera, si è detto sicuro «che la settimana prossima si voterà perché è stato già annunciato e quindi avverrà qualcosa di storico: il taglio dei vitalizi rappresenta probabilmente il taglio più grande nella storia di un privilegio dei politici». Si tratta, ha detto, di «privilegi anacronistici».

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