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Vitalizi, tagli per 3.300 ex consiglieri regionali: risparmi da almeno 22 milioni l’anno

di Andrea Gagliardi


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(nedo nardi - Fotolia)

2' di lettura

Il taglio dei vitalizi ai consiglieri regionali è quasi una realtà. L'accordo siglato ieri dalla conferenza Stato-Regioni prevede che venga utilizzato il meccanismo contributivo per il ricalcolo dei vitalizi di 3.300 ex consiglieri regionali (comprese le reversibilità per le vedove). In pratica, si riceverà in base a quanto è stato versato, sul modello di quanto già deciso dalla Camera e dal Senato per gli ex parlamentari. Circa 400 ex consiglieri regionali, che in base al ricalcolo contributivo avrebbero preso un vitalizio più alto, non vedranno crescere l’assegno in base al divieto introdotto di incassare una somma maggiore di quella attualmente erogata. In base ai dati forniti dai consigli regionali, il risparmio complessivo, grazie al ricalcolo contributivo, dovrebbe ammontare ad almeno 22 milioni annui. Manca da questa cifra la Sicilia che non ha fornito dati.

La mediazione tra regioni e governo
Il testo è «frutto dell'ultima mediazione tra il governo e la nostra commissione Affari istituzionali», ha fatto sapere Giovanni Toti, in qualità di vicepresidente della Conferenza delle Regioni. I consigli regionali (che hanno ottenuto un mese di proroga) avranno ora tempo fino al 30 maggio per legiferare in tal senso. «Non è stato semplice riportare a omogeneità l’intero sistema - ha detto Aldo Reschigna, vicepresidente del Piemonte, incaricato dalla conferenza delle Regioni a seguire la trattativa - dal momento che le Regioni si sono mosse finora in ordine sparso. Ma abbiamo trovato alla fine un’intesa che ci dovrebbe mettere al riparo dagli inevitabili ricorsi»

Regioni in ordine sparso
Dopo l'abolizione dei vitalizi tra il 2012 e il 2013 in tutte le Regioni per i consiglieri in carica e futuri, sui vitalizi degli ex consiglieri le assemblee regionali hanno deciso in linea di massima la strada dei tagli temporanei. Una misura adottata per evitare la bocciatura della norma da parte della Consulta, che in più di una sentenza ha stabilito che è possibile intaccare i «diritti acquisiti», come i trattamenti previdenziali, a patto che gli interventi «siano temporanei e ragionevoli».Di qui l'adozione quasi ovunque di un contributo triennale di solidarietà.

Il caso del Lazio
Nel Lazio, ad esempio, la legge di stabilità nel 2018 ha prorogato il contributo di solidarietà triennale in scaglioni (da un minimo dell’8% a un massimo del 23%) introdotto nel 2014, con risparmi stimati di 12,5 milioni. «Il nuovo taglio andrà a rafforzare questa misura» ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori. «Per noi - ha aggiunto - varrà un risparmio di circa un milione, perché 3,5 li avevamo già tagliati con la legge del 2018. I risparmi, d'intesa con tutti, sono stati destinati all' abbattimento delle liste d’attesa»

I motivi del taglio
La necessità di rimettere mano ai vitalizi era prevista dalla legge di bilancio 2019, che prevedeva in caso di inadempienza un taglio del 20 per cento dei trasferimenti erariali a loro favore, ad esclusione di quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze e del trasporto pubblico locale.

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