OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER GIOVANI

Viticultura in Salento: perchè le donne fanno la differenza

Alle Tenute Rubino la raccolta dei grappoli in vendemmia e tutte le altre operazioni colturali condotte sulle piante (diradamento, cimatura, defogliazione ) sono nelle mani esperte di una squadra di donne che partecipano alle riunioni aziendali per riportare in campo le decisioni e gli orientamenti strategici

di Maria Teresa Manuelli


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Credito: Giampaolo La Paglia

3' di lettura

Un canto proviene dal vigneto. Nel mare di foglie e grappoli maturi le voci delle vendemmiatrici scandiscono i tempi e danno il ritmo al lavoro. E' la vendemmia delle donne nel brindisino.
La coltivazione della vite in Puglia, e in particolare nel Salento è una costante storica che attraversa tutte le epoche. E' storia di generazioni impegnate a realizzare produzione, economia, progresso tecnico e produttivo che, però, ha spesso lasciato nell'ombra il lavoro (e chi lavora nei vigneti), ritenendolo un fattore marginale e ininfluente. “Il lavoro delle donne nel vigneto è un esempio valido di viticultura di precisione – afferma Luigi Rubino di Tenute Rubino –, essenziale per ridefinire, anche in Puglia, un nuovo e più avanzato concetto di qualità enologica.
Dietro a grandi vini, non c'è soltanto il territorio, il clima, il vitigno: c'è il lavoro e l'esperienza delle persone, c'è una cultura, una storia e un vissuto che fioriscono in sensibilità, cura e attenzione, a partire dalle lavorazioni nel vigneto. Riconoscere in tutto questo un fattore essenziale per ottenere qualità e prestigio, può essere una chiave vincente di promozione e crescita per l'intero comparto del vino di qualità del Paese”.

Da queste considerazioni a Tenute Rubino - 500 ettari nell'agro di Brindisi e oltre un milione di bottiglie prodotte - nasce un progetto di valorizzazione del lavoro nei vigneti come uno dei fattori che qualificano il processo produttivo, soprattutto nella parte agricola. Tutte le operazioni colturali di viticultura mirata effettuate sulle piante vengono svolte dalle donne, secondo un'esperienza e una sensibilità che si tramanda da madre in figlia: l'abilità manuale, la precisione dell'intervento e la velocità di esecuzione sono gli elementi qualificanti e identitari che, come le condizioni pedoclimatiche del territorio o le caratteristiche varietali di un vitigno, partecipano a definire la specificità e l'unicità di quel vino e di quell'azienda produttrice.

Credito: Giampaolo La Paglia

A Tenute Rubino il lavoro delle donne è organizzato in squadre. A loro è affidata la raccolta dei grappoli in vendemmia e tutte le altre operazioni colturali condotte sulle piante: diradamento, cimatura, defogliazione. Queste pratiche agronomiche richiedono cura, abilità, attenzione e le donne brindisine hanno raggiunto un grado di esperienza e di preparazione davvero unico e inimitabile. Tra loro si conoscono da sempre, spesso appartengono alla stessa famiglia e hanno alimentato un senso di appartenenza e di orgoglio per la loro terra. Le vendemmiatrici vengono formate in azienda con regolarità per seguire i progressi tecnologici ed essere aggiornate sulle nuove tecniche colturali e i bisogni di un'azienda moderna. La loro responsabile partecipa alle riunioni aziendali per riportare in campo le decisioni e gli orientamenti della direzione.

Formazione continua
“Il percorso di crescita e di evoluzione qualitativa del vino pugliese – spiega Luigi Rubino – è importante non solo per le aziende ma anche per il lavoro. Dare il giusto ruolo e la giusta visibilità a chi lavora nei vigneti non è un espediente a buon mercato, ma una condizione essenziale per mantenere vive le attività agricole, la coltivazione della vite, degli ulivi. Dare spazio al lavoro e visibilità a chi lavora la terra e nei vigneti può diventare un contributo importante per la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e naturale, del paesaggio e della nostra cultura”. Così Rubino vuol far diventare questo suo progetto replicabile in tutta la provincia, attraverso un percorso di permanente di formazione alla vendemmia e alle altre realtà agricole di qualità. “Le nostre vendemmiatrici sono in azienda da molto tempo, alcune quasi da 30 anni, sono assunte regolarmente perché il loro lavoro non si esaurisce nella vendemmia ma continua durante tutto l'anno nella cura delle viti: in ogni periodo la pianta richiede un particolare intervento. Credo che questo sia un sapere che non deve andare perduto e può diventare un'opportunità di lavoro per tanti giovani che cercano un impiego stabile e a contatto con la natura”.

Nel corso degli anni la costante dell'azienda è stata la ricerca di una precisa identità produttiva perseguita attraverso un'enologia innovativa e rispettosa del passato. Esempio di questa filosofia è anche il Progetto Susumaniello, la varietà tipica dell'agro brindisino, che ha rischiato di scomparire per via della sua incostanza produttiva. Una ricerca e un confronto continuo quello tra Luigi Rubino e l'enologo Luca Petrelli, che hanno permesso all'azienda brindisina di specializzarsi sul Susumaniello rivelandone versatilità produttiva, eleganza e qualità attraverso etichette apprezzate dai consumatori e premiate dalla critica enologica internazionale. “Il Susumaniello – commenta Luigi Rubino – in questi anni ci ha permesso di raggiungere obiettivi importanti. La sua ecletticità produttiva ci ha permesso di dare vita a vini freschi e attuali, con i quali abbiamo risposto alle nuove esigenze espresse dai consumatori, senza rinunciare alla nostra identità produttiva”.

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