vini abruzzesi

Vitigni antichi, Gdo ed export scommesse della Cantina Tollo

Con 13 milioni di bottiglie la cooperativa aumenta fatturato e produzione

di Giorgio Dell'Orefice

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La coopertiva Cantina Tollo è tra i principali player del vino abruzzese

Con 13 milioni di bottiglie la cooperativa aumenta fatturato e produzione


3' di lettura

Buona presenza sugli scaffali della grande distribuzione e forte accelerazione dell’export mediante l’e-commerce sono alla base del positivo bilancio 2020 di Cantina Tollo, tra i principali player del vino abruzzese con una produzione di 13 milioni di bottiglie, 700 soci che coltivano 2.700 ettari di vigneti per un giro d’affari di 37 milioni di euro.

«Ad onor del vero – commenta il presidente di Cantina Tollo, Tonino Verna – il bilancio cooperativo viene chiuso a giugno e quindi i nostri risultati economici di quest'anno hanno subìto solo 4 mesi di pandemia anche se sono stati i mesi più duri. Tuttavia possiamo dire che gli stessi elementi che lo scorso anno ci hanno consentito di limitare i danni anche in questa prima parte dell’esercizio 2020-21 ci stanno consentendo di mettere a segno buone performance».

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Ma vediamoli i dati. Molto bene sono andate le vendite nella grande distribuzione organizzata in particolare in Italia (dove è realizzato il 70% del giro d’affari della cantina). Le vendite sugli scaffali hanno messo a segno una crescita del 12% nei volumi e dell’11% nel fatturato. Un contributo molto positivo è venuto dalla linea dei vini biologici (una produzione avviata fin dagli anni ’80 e che oggi coinvolge 200 ettari di vigneti e rappresenta una quota del 9% dei vini di Cantina Tollo) e le cui vendite sono cresciute del 19% in quantità e del 20% in valore.

Ma mentre in Italia un ruolo decisivo è stato svolto dalla grande distribuzione (che veicola il 70% delle vendite nazionali della cantina abruzzese) la vera svolta si è verificata sui mercati esteri dove la cooperativa guidata da Tonino Verna è molto presente nel canale della ristorazione quello cioè più colpito dalla pandemia con chiusure prolungate in ogni parte del mondo. «All’estero quest'anno abbiamo raccolto i frutti degli investimenti effettuati nel recente passato – spiega il neo direttore generale della cantina (in passato era direttore commerciale e marketing), Andrea Di Fabio -. Da qualche anno a questa parte in particolare in Germania (il nostro principale sbocco internazionale con una quota del 40% dell’export), abbiamo scommesso sull’e-commerce inteso però non come vendite on line dall’Italia ma realizzato mediante piattaforme tedesche del commercio elettronico di vino. Si tratta di player del tipo degli italiani Tannico o Vivino e che in questi mesi di lockdown hanno messo a segno in Germania una forte crescita. Grazie a loro abbiamo potuto compensare le perdite dovute alle prolungate chiusure dei ristoranti».

Per il futuro Cantina Tollo punta sull’innovazione e non esclude la crescita per linee esterne. «La nostra produzione è divisa più o meno equamente tra vini bianchi e rossi – aggiunge Di Fabio -. Ma mentre per i bianchi abbiamo grande varietà con Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola, per i rossi abbiamo solo il Montepulciano d'Abruzzo. Per questo vorremmo completare la nostra offerta allargando il portafoglio anche al pugliese Primitivo o ai vini veneti della Valpolicella. Non escludiamo quindi operazioni di acquisizione extraregione. Ma non ci inventiamo niente, si tratta di un percorso già seguito in passato da altri importanti gruppi cooperativi del vino made in Italy».

E infine l'innovazione che in realtà viene dal passato. «Stiamo lavorando – conclude Di Fabio - alla riscoperta di un vitigno abruzzese dimenticato: la Maiolica. Si tratta di un’uva a bacca rossa che stiamo sperimentando su alcuni ettari nella valle Peligna (L’Aquila) e che speriamo presto possa essere messo alla prova del mercato».

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