il capo M5S a radio 24

Vito Crimi: «No alla sanatoria dei migranti». Bellanova: valuto dimissioni

«Se c’è una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo», dice l’esponente pentastellato. Il ministro dell’Agricoltura vedrà Conte e Gualtieri

di Nicola Barone

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(ANSA)

«Se c’è una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo», dice l’esponente pentastellato. Il ministro dell’Agricoltura vedrà Conte e Gualtieri


3' di lettura

«Continueremo a fare tutto quello che serve a fare emersione di lavoro nero, italiani o stranieri. Ma se c'è una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo». Così Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 Stelle, a 24Mattino su Radio 24. Parole che rischiano di aumentare il livello delle tensioni interne alla maggioranza dove, sul punto, esistono posizione differenziate. È noto che Italia Viva con Teresa Bellanova preme da giorni chiedendo un provvedimento rapido per sanare gli “invisibili”. «Le ipotesi in campo sulla concessione di permessi di soggiorno temporanei a immigrati irregolari non aiuta l'emersione di lavoro nero perché consentiamo a queste persone di continuare a svolgere lavoro nero e di essere oggetto di sfruttamento», osserva diversamente Crimi. Massima disponibilità all'emersione del lavoro nero «ma non accetto che vengano dati permessi di soggiorno temporaneo».

Bellanova: rifletto se restare
Tra i pentastellati l’area che fa capo al presidente della Camera Roberto Fico non è ostile in linea di principio all’intervento che però trova nelle componenti maggioritarie una tenace opposizione. Quella sulla regolarizzazione «non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria», ribadisce a Radio anch'io la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova. Che annunciando l'incontro del settore con Conte e Gualtieri non sembra disposta a cedere, costi quel che costi. «Certo che questo tema è ragione di permanenza nel Governo. Significa decidere da che parte stare: se con la legalità e la tutela del lavoro, in agricoltura e dovunque, o con i caporali, la criminalità, la concorrenza sleale che danneggia le migliaia di aziende che scelgono la competitività sana e difendono ogni giorno il valore della responsabilità sociale dell'impresa».

L’ipotesi allo studio
«Puntiamo a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l'ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole». Bellanova non si è espressa sulle stime che parlano di 600mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero. «Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti».

Confronto nel governo per una soluzione
«Non è il momento di piantare bandierine» riguardo alla regolarizzazione dei migranti poiché «è una norma che risponde non solo a una esigenza di giustizia ma anche economica. Nel governo c'è un confronto su come trovare una soluzione tecnica e penso che la troveremo, è urgente». Prova a disinnescare le tensioni il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. «La destra sta combattendo una battaglia vergognosa contro le regolarizzazioni, l'alternativa è l'irregolarità e lo sfruttamento dei lavoratori non solo stranieri ma anche italiani. Favorire un percorso di emersione è la migliore garanzia per un settore cruciale». Per Provenzano «come Stato e come individui dovremmo ricordarci di chi ha consentito che in pandemia il cibo arrivasse sulle nostre tavole». E poi «non dobbiamo dimenticarci» di rispondere all'emergenza «che riguarda colf e badanti che si sono presi cura dei nostri anziani».

Il Papa: «Dare dignità al lavoro»
Un invito a fare della crisi l’occasione «per rimettere al centro la dignità della persona e del lavoro» arriva dalle parole del Papa. «Ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare - dice Francesco -mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane. Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. È vero che c'è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati».

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