Regole Ue

Vittoria italiana a Strasburgo: il consumo moderato di vino non è cancerogeno

Approvati gli emendamenti italiani al Piano anticancro della Commissione europea

di Micaela Cappellini

(robynmac - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il Parlamento europeo salva il vino: «C’è differenza tra consumo nocivo e consumo moderato di bevande alcoliche, e non è il consumo in sé a costituire fattore di rischio per il cancro». Passa dunque l’emendamento, sostenuto dall’Italia e dalla Francia, al Piano di azione anticancro approvato martedì 15 febbraio dall’Europarlamento.

Dal testo è stato cancellato anche il riferimento ad avvertenze sanitarie in etichetta, e introdotto l’invito a migliorare l’etichettatura delle bevande alcoliche con l’inclusione di informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol. Ma lo spauracchio del semaforo nero sulle bottiglie, al pari di quello che avviene oggi con le sigarette, alla fine è stato scongiurato.

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Passano dunque in aula gli emendamenti depositati dagli eurodeputati della “maggioranza Ursula” Paolo De Castro (Pd, S&D), Herbert Dorfmann (Svp, Ppe), Pietro Fiocchi (Ecr-Fdl) e Iréne Tolleret (Renaissance, Renew) a testimonianza del dissenso trasversale emerso a Strasburgo sul piano anti-cancro Ue relativo al consumo di vino. Questi emendamenti hanno ottenuto l’appoggio degli europarlamentari con 381 voti contro 276, e 386 voti contro 270.

La sostituzione del riferimento alle avvertenze sanitarie in etichetta con l’invito a fornire informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol, è passato con 392 voti contro 251. È stata approvata anche una formulazione meno rigida in merito al divieto di sponsorizzazione degli eventi sportivi, mentre è stato bocciato l’emendamento che modificava il riferimento al ricorso alla tassazione tra le opzioni per scoraggiare il consumo nocivo di bevande alcoliche.

Esulta la Coldiretti: «Il Parlamento europeo - si legge in una nota - salva quasi diecimila anni di storia del vino». In Italia il comparto vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone. «È stato respinto il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra attraverso allarmi salutistici in etichetta già adottati per le sigarette, l'aumento della tassazione e l'esclusione dalle politiche promozionali dell'Unione europea», continua la nota dell’associazione.

A difesa del vino, oltre che gli europarlamentari italiani di tutti gli schieramenti, si erano mossi anche il commissario europeo per gli Affari economici Paolo Gentiloni, e il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli.

L’orientamento sul vino, così come modificato dall’Europarlamento, diventa ora più coerente con il sostegno accordato dallo stesso Piano anticancro alla dieta mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, che si fonda appunto sul consumo equilibrato di tutti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti.

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