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Vivendi fa esposto in Consob contro le delibere del Biscione

di Antonella Olivieri


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Vincent Bolloré, patron di Vivendi (Reuters)

2' di lettura

Bolloré risponde a modo suo alla volontà di Mediaset di voltar pagina e cercarsi nuovi alleati, provando a recuperare pieni diritti di voto per Vivendi prima che Fininvest diventi irraggiungibile. A quanto risulta, Vivendi ha fatto esposto anche alla Consob per denunciare che tutte le delibere Mediaset sono state prese per blindare il controllo Fininvest, senza lasciar voce alla minoranza.

Ma è una posizione d'attacco che in realtà sta molto sulla difensiva. L'antefatto è una lettera inviata a Mediaset il 2 luglio e firmata dal capo dell'ufficio legale del gruppo transalpino Frédéric Crépin, nella quale in buon italiano si chiede la convocazione di una nuova assemblea per revocare le delibere di metà aprile che aveva approvato il voto doppio all'italiana, senza appunto che nè Vivendi nè Simon fiduciaria, cui è stata girata parte della quota, potessero dire alcunchè. Per il consiglio Mediaset, infatti, tutta la quota del 28,8% in capo ai francesi è “irregolare” e non deve votare.

Nella lettera da Parigi non solo si contesta l'invalidità di questa procedura, ma si annuncia anche l'impugnativa in Tribunale delle delibere di assemblea e cda, riservandosi comunque, per maggior tutela, di chiedere l'iscrizione all'albo per il voto doppio. Un’iniziativa che può sembrare velleitaria, visto che ormai il Biscione ha convocato l’assemblea il 4 settembre per il varo della nuova holding olandese Media for Europe che permetterà da subito a Fininvest di godere di voti triplicati, con la possibilità di moltiplicarli per dieci nel giro di cinque anni.

Ma per Vivendi recuperare il diritto a votare è essenziale anche per non essere tagliata fuori dalla chance di godere delle maggiorazioni olandesi, visto che lo statuto di Mfe prevede espressamente che il voto multiplo sia richiedibile solo da chi i diritti di voto li ha. Fatto sta che il consiglio Mediaset esaminerà la richiesta solo il 25 luglio, nel consiglio che era stato fissato per decidere sul dividendo. La nuova assemblea arriverebbe comunque dopo il 4 settembre e con il probabile diniego del board a far votare i francesi.

In ogni caso il risultato non cambierebbe perché per revocare le delibere precedenti, occorrendo la maggioranza dei due terzi, dovrebbe essere d'accordo anche Fininvest. Vivendi potrebbe sempre cercare di forzare la mano, chiedendo l'intervento d'urgenza del Tribunale per essere ammessa all'assemblea straordinaria del 4 settembre dove il suo 28,8% sarebbe in grado di bloccare il trasloco ad Amsterdam. Pare che Bollorè conti di chiudere a inizio agosto il capitolo della governance in Telecom per poi dedicarsi al Biscione. Ma da Bruxelles non arriverà un aiuto in tempo utile.

Nella memoria della Commissione Ue si parla di “provvedimento spropositato” a proposito della delibera Agcom che, in applicazione della legge Gasparri, vieta a Vivendi di tenere il piede in due scarpe, in Telecom e in Mediaset, ma la sentenza di primo grado del Tar del Lazio - presso cui pende il procedimento - tecnicamente non potrà arrivare prima dell’ottobre 2021.

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    Antonella Olivieriinviato

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco, olandese (familiare), comprensione di testi scritti in francese, spagnolo e portoghese

    Argomenti: finanza corporate, M&A

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