il risiko delle tlc

Vivendi: verso intesa Agcom, 20% Mediaset in blind trust

di Redazione online


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(ANSA)

2' di lettura

Si avvicina l'accordo fra Vivendi e l'Agcom, in merito alle partecipazioni del colosso francese in Mediaset e Tim. Il gruppo transalpino avrebbe trovato un'ipotesi di intesa con il Garante per le comunicazioni: in base a questa
Vivendi sarebbe disposta a trasferire in un blind trust una quota di Mediaset pari circa al 20% del capitale di quest'ultima, scendendo così sotto il 10% nel gruppo della galassia Berlusconi. Il piano definitivo, secondo quanto si apprende, non è ancora arrivato negli uffici del Garante, ma è atteso già domani o all'inizio della prossima settimana, sicuramente prima del consiglio Agcom convocato per il 13 settembre. In quell'occasione infatti verrà analizzata la proposta definitiva del gruppo francese finalizzata ad eliminare la posizione di “influenza notevole” sulla tv italiana.

Vivendi, dopo la scalata del dicembre 2016 arrivata immediatamente dopo l'addio all'accordo di acquisto di Mediaset Premium, è in possesso di circa il 29% del capitale di Mediaset, ma, allo stesso tempo, è anche azionista di controllo di Telecom Italia, con una quota del 24%. Una posizione in contrasto con la normativa italiana, che vieta la detenzione di partecipazioni incrociate in società tlc e media, da qui la richiesta formulata dal Garante a Vivendi affinché scendesse in Mediaset o in Telecom. Il gruppo francese ha un anno di tempo per adeguarsi alle richieste dell'Agcom, altrimenti rischia una multa compresa fra il 2% ed il 5% del fatturato, ovvero un importo massimo di circa 540 milioni di
euro.

La prima proposta, arrivata il 19 giugno, non ha trovato il favore dell'Autorità ed è stata quindi successivamente emendata e modificata anche in seguito alle interlocuzioni con gli uffici dell'Autorità stessa. Questa operazione si intreccia necessariamente con il dossier Tim, aperto anche a Palazzo Chigi dove si è insediato il Comitato tecnico istituito per determinare se Vivendi aveva o
meno l'obbligo di informare il Governo italiano sull'esercizio di un'attività di direzione e coordinamento su Tim.

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