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Vivendi: no al diritto di recesso sulla fusione Mediaset-Mediaset Espana

Vivendi non eserciterà il diritto di recesso sul progetto di fusione transfrontaliera di Mediaset e Mediaset Espana in MFE approvato dalle assemblee degli azionisti lo scorso 4 settembre

di Andrea Biondi


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2' di lettura

Scaduto il termine, la mossa di Vivendi nella partita Mfe è ormai chiara. La media company francese, come comunque previsto negli ultimi giorni, non eserciterà il diritto di recesso sul progetto di fusione transfrontaliera di Mediaset e Mediaset Espana nella holding di diritto olandese Mfe approvato dalle assemblee degli azionisti lo scorso 4 settembre. Ufficialmente ancora non si sa nulla perché il termine per l’esercizio del recesso in Italia era stato fissato a sabato 21 settembre, ma per dare comunicazioni ufficiali il gruppo di Cologno dovrà attendere almeno fino a fine settimana, dal momento che i recessi possono essere comunicati anche via posta.

Per ora dunque Vivendi decide di combattere dall’Interno la sfida che la vede contrapposta a Mediaset di cui è socia con il 28,8%. Il progetto annunciato dal Biscione lo scorso 7 giugno per la creazione della holding di diritto olandese MediaForEurope in cui far confluire le attività italiane e spagnole del gruppo per i francesi non ha alcuna valenza industriale ma è stato pensato solo per permettere a Fininvest di blindare la governance estromettendo le minoranze. I vertici Mediaset, a partire dall’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, hanno rispedito in più occasioni al mittente l’accusa.

In questo quadro Vivendi avrebbe potuto esercitare il diritto di recesso sulle proprie azioni che, unite al 19,19% depositato in Simon Fiduciaria - come disposto da Agcom sulla base delle disposizioni del Tusmar e della Legge Gasparri relativamente alla contemporanea presenza in Mediaset e Telecom -, avrebbero potuto creare non pochi problemi all’operazione, dato che i vertici Mediaset hanno fissato in 180 milioni l’esborso massimo per coprire i recessi. Un muro che sarebbe stato infranto con ogni evidenza dall’esercizio del recesso di Vivendi con tutto il suo 28,8% di capitale. Poi comunque l’operazione Mfe prevedeva ab origine una sorta di appello al mercato e agli investitori a farsi carico di quelle azioni. Ma il tutto, ovviamente, non era esente da rischi.

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Giovedì 19 è arrivata però la mossa che ha sparigliato le carte. Mediaset e il fondo Peninsula hanno infatti comunicato un’intesa sulla base della quale il fondo si è fatto garante dell’eventuale acquisizione di azioni Mediaset provenienti dal recesso per un ammontare di 355 milioni di titoli e un importo di circa un miliardo di euro, che convertiti la porterebbero poi a detenere il 24,9% della nuova holding Mfe. Non è stato comunicato l’onere per Mediaset di questa operazione, ma di sicuro il broadcaster si è messo al riparo da sorprese dell’ultim’ora.
Vivendi dunque - che con ogni probabilità aveva già scartato l’idea del recesso in Italia - procederà con iniziative legali che sono state già annunciate e sarebbero già partite in Spagna e in Olanda. Dopo la chiusura del periodo di recesso in Italia ora c’è da attendere la conclusione dello stesso periodo in Spagna, che però avverrà il 4 ottobre.

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