relazione trimestrale

Vivendi, plusvalenza di 62mln su Mediaset a fine marzo. Per Tim 1 mld di «gap» rispetto ai prezzi di Borsa

di Giuliana Licini

(REUTERS)

2' di lettura

Il gruppo Vivendi a fine marzo aveva una plusvalenza latente sulla quota in Mediaset pari a 62 milioni di euro, mentre la partecipazione in Telecom Italia, che è contabilizzata a patrimonio netto, aveva un valore superiore di circa 1 miliardo rispetto alle quotazioni di Borsa. E' quanto emerge dalla relazione trimestrale del gruppo francese presieduto da Vincent Bolloré, a cui il 18 aprile scorso l'Agcom ha imposto di scendere in una delle due società per mettersi in regola con la legge Gasparri. Nel dettaglio, Vivendi ha il 28,8% del capitale di Mediaset e il 29,94% dei diritti di voto, a un prezzo d'acquisto di 1,259 miliardi, con un valore contabile di 1,32 miliardi sulla base di un prezzo di Borsa di 3,88 euro, contro 1,39 miliardi a fine dicembre. La plusvalenza latente, che a fine 2016, ammontava a 140 milioni, è calata a marzo a 62 milioni. Ai valori odierni (3,61 euro, -0,44%), la quota in Mediaset vale per altro circa 1,23 miliardi, quindi con una minusvalenza latente di una trentina di milioni rispetto al prezzo d'acquisto. Quanto a Telecom, nei conti trimestrali il 23,9% detenuto nell'operatore di tlc ha un valore contabile netto di 4,19 miliardi di euro, in aumento dai 4,13 miliardi di fine 2016, a fronte di un costo d'acquisto di 3,899 miliardi. Al 31 marzo - si legge nella relazione - «la quotazione di Borsa dei titoli Telecom Italia (0,8430 euro per azione) presenta una flessione rispetto al costo medio di acquisto da parte di Vivendi (1,0793 euro, -22%) e rispetto al valore a patrimonio netto (1,1518 euro, -27%)». Al prezzo di Borsa di fine marzo, il valore complessivo della quota era di 3,06 miliardi. Il gruppo francese, tuttavia, «ritiene che tale flessione non abbia carattere durevole in considerazione a) dell'evoluzione attesa delle prospettive di valorizzazione di Telecom Italia, tenuto conto in particolare del cambiamento alla direzione nel 2016, b) della volatilità della quotazione di Telecom in seguito all'entrata di Vivendi nel suo capitale e c) dell'andamento sfavorevole ai titoli telecom in Europa». Vivendi ricorda di avere effettuato un impairment test sulla quota a fine 2016 con l'aiuto di un esperto indipendente, giungendo alla conclusione che il valore recuperabile dalla partecipazione n Telecom Italia è superiore al valore contabile. «Di conseguenza, Vivendi riesaminerà il valore della sua quota» nel gruppo italiano «quando sarà aggiornato il piano di Telecom a fine 2017». Oggi, nel pomeriggio, il titolo Telecom a Piazza Affari era scambiato a 0,871 euro, in calo del 2,9%, mentre l'indice Ftse Mib viaggiava sulla parità.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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