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Vivendi sale a Parigi, riassetto Universal spinge l'utile 2021

Profitti per 24,7 miliardi di euro dopo scorporo Umg

di Giuliana Licini

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Vivendi si mantiene in territorio positivo alla Borsa di Parigi, in un listino altrimenti inondato dalle vendite. Sulla scia dei conti del 2021 superiori alle attese, il titolo della media company francese è tra i migliori dell’indice CAC 40, che ha invece ingranato nettamente la retromarcia.

Utile per 24,7 mld nel 2021 grazie a riassetto Umg

Dopo la chiusura della seduta, Vivendi ha annunciato di avere chiuso il 2021 con un utile netto di 24,7 miliardi di euro, moltiplicato per 17,2 volte sull’anno, grazie al deconsolidamento di Umg, che si è tradotto in una plusvalenza di 24,8 miliardi. Il gruppo ha anche contabilizzato oneri netti per 827 milioni, relativi per 728 milioni alla svalutazione dei titoli detenuti in Telecom Italia “per tenere conto del contesto economico e dei cambiamenti strategici che potrebbero influire sulle prospettive” della compagnia italiana. L’utile netto rettificato è comunque più che raddoppiato a 649 milioni, contro i 542 milioni previsti dal consensus. Oltre le attese anche i ricavi, aumentati del 10,4% a 9,6 miliardi, sulla spinta di un incremento del 5,2% per Canal+ Group, del 10,8% per Havas e del 18% per Editis. L’Ebita rettificato del gruppo è poi salito di 2,3 volte a 690 milione e l’Ebit è cresciuto del 63% a 404 milioni.

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Dividendo di 0,25 euro per azione

All’assemblea del 25 aprile sarà proposto agli azionisti un dividendo di 0,25 euro per azione. Gli analisti di Oddo hanno ribadito il loro giudizio ‘Overperform’ sul titolo, sia pure con un obiettivo di prezzo abbassato a 13 euro da 13,7 euro. “Puntiamo su una netta crescita del gruppo Canal+ che dovrebbe approfittare della riduzione dei costi della L1 (serie A francese di calcio, ndr), in parte compensata dai diritti della Champions ma condivisi con Sfr”, indica Oddo. Anche Jp Morgan continua a considerare il titolo Vivendi come un’opportunità di acquisto, pur con un abbassamento dell’obiettivo di prezzo a 13,30 euro da 14,10. Gli analisti di Ubs sottolineano “i buoni risultati operativi dopo il ‘demerger’ di Umg" e alzano le previsioni di utile, per “riflettere il miglioramento dell’evoluzione operativa e il contributo” di Umg e Lagardere. L’Ebita 2022 viene così previsto a 902 milioni di euro contro la precedente stima di 707 milioni, mentre l’utile netto rettificato è atteso a 697 milioni, in progresso del 7%. Gli esperti della banca svizzera ribadiscono il loro ‘buy’ sul titolo, sottolineandone il “profondo valore”, visto che è scambiato con uno sconto del 41% sul Nav. Il target price viene comunque rivisto a 16 euro dai precedenti 16,50.

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