cassazione

Vivere con 33 gatti in casa? Equivale a maltrattarli

di Francesca Milano


2' di lettura

Prendersi cura di molti gatti significa provare un grande amore per gli animali? No, secondo la Cassazione equivale a maltrattarli. I giudici hanno infatti dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che si era opposta alla sentenza del Tribunale di Milano nella quale era stata ritenuta responsabile del reato di maltrattamento di animali (articolo 727 del Codice penale) perché teneva in casa 33 gatti.

Secondo la gattara il Tribunale aveva tratto dalle condizioni ambientali in cui erano tenuti gli animali la sussistenza di sofferenze dei gatti, senza però accertare la sussistenza di alcun danno o problema. La deduzione “affollamento = sofferenza” sarebbe stata scaturita, secondo l’avvocato della donna, da un «automatismo argomentativo» privo di prove concrete.

In più, la difesa sosteneva che non fossero state prese in esame le prove che dimostravano la «cura e l’attenzione» della donna nei confronti dei suoi 33 gatti, come le fatture di acquisto di cibo differenziato anche in base all’età degli animali, o la consulenza tecnica di un veterinario secondo cui «le patologie potevano essersi successivamente manifestate per ragioni diverse da negligenza nella cura o sovraffollamento».

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Secondo quanto indicato dai giudici nella sentenza n. 1510/2019 depositata il 14 gennaio non sono ammissibili i ricorsi della gattara perché basati su «censure puramente contestative le quali si risolvono in una mera rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata, sulla base di diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, senza individuare vizi di logicità, ricostruzione e valutazione, quindi precluse in sede di giudizio di cassazione».

Inoltre, la Cassazione ha anche bocciato il terzo motivo del ricorso, con cui la donna si opponeva alla confisca: «È condivisibilmente affermato - sottolineano i giudici - che la detenzione di animali integrante la fattispecie di cui all’articolo 727 Cod. pen. (maltrattamento di animali, ndr), costituendo reato (sia pure contravenzionale), rientra nell’ipotesi di cui all’articolo 240 comma 2 n. 2 del Codice penale» in base al quale deve sempre essere ordinata la confisca delle cose, la cui detenzione costituisca reato.

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