Dall’armadio alla cucina, una guida per ridurre l’uso della plastica

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Vivere senza plastica/Abbigliamento

(© Ulrich Niehoff/imageBROKER)

Una delle principali cause della presenza di plastica negli oceani è l'abbigliamento: ogni volta che vengono lavati i nostri vestiti perdono dei minuscoli fili di nylon o di poliestere. Il cosiddetto fast fashion, ossia la moda creata con materiali economici e facili da lavorare, ha creato 61 milioni di tonnellate di fibre sintetiche solo nel 2016, secondo l'Onu. Secondo uno studio dell'University of California di Santa Barbara una felpa di pile è responsabile del rilascio di ben 250mila microfibre che vengono scambiate per cibo da zooplancton come i krill, minuscoli animali che sono alla base della catena alimentare oceanica e che a loro volta vengono mangiati dai pesci e dai mammiferi, risalendo così la catena alimentare e rischiando di finire anche nei nostri piatti.

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