Il libro

Vocazione e storia di UniCredit, banca storica e per il futuro

di Cesare Bisoni e Jean-Pierre Mustier

3' di lettura

Siamo lieti di presentare questo primo volume della storia di UniCredit, che ne narra le vicende fino alla vigilia dell’Italia repubblicana, quando l’Istituto, nato nel 1870 come Banca di Genova, si chiamava Credito Italiano o, sbrigativamente, come si leggeva neilibri scolastici e nelle comunicazioni fra banche, Credit.

Pur essendo una parte importante della storia politica ed economica dell’Italia, questa Banca è fino ad oggi l’unica senza unastoria dedicata. È stata citata e studiata in molti scritti per questo oquell’episodio, per questo o quel suo amministratore, in questo oin quel frangente, ma mancava una ricerca storica a tutto tondo ingrado di evidenziare il ruolo del Credito Italiano durante i decenniche ci separano dalla sua nascita. Oggi – grazie al rigoroso, profondo e anche severo lavoro di ricerca del professor Piero Barucci – questa storia è a disposizione degli studiosi e degli operatori del settore. E vuole essere un contributo di riflessione per tutti coloro che orgogliosamente sentono di far parte di un’azienda che oggi sta facendo fronte, con risultati importanti, a un contesto non facile e in continua evoluzione, che impone sfide sempre nuove per interpretare con successo il ruolo di Banca a fianco delle persone e delle imprese, in Italia, in Europa e nell’economia mondiale. Questo lavoro è stato possibile anche grazie a quel prezioso serbatoio di conoscenza che è l’Archivio storico di UniCredit, il cui rilievo va ben oltre i confini della storia della Banca.

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Alla fine della prima guerra mondiale in Italia erano attive quattro grandi banche: la Banca Commerciale Italiana, il Banco di Roma, la Banca Nazionale di Credito e il Credito Italiano. Oggi, in un panorama bancario affollato ed articolato, due di queste banche sonostate incorporate, in tempi e modi diversi, nel Credito Italiano, mentre la Banca Commerciale Italiana è presente sotto un’altra insegna.

Il Credito Italiano nasce nel 1895, a Milano, dove ancora oggi si trovano la sede legale e la direzione generale di UniCredit. Nel suo primo mezzo secolo di vita (1895-1945) è sopravvissuto a due grandi guerre mondiali, a sommovimenti sociali e politici di enorme portata, alla dittatura del ventennio fascista, ad una dolorosa guerra civile, all’occupazione di truppe prima alleate e poi spietatamente nemiche.

Questo primo volume – a cui abbiamo in animo di dare seguitocon un secondo per giungere fino agli anni più recenti – mette inevidenza in particolare quello che la Banca fu durante i drammatici anni del cosiddetto «risanamento bancario» (1921-1933), quando gli uomini politici e i banchieri del tempo dovettero assumersiresponsabilità inconsuete nel mezzo di una crisi storica come fuquella che travagliò il mondo intero durante gli anni Venti del Novecento. (...)

Di tutto quello che fece il Credito Italiano in quel suo primomezzo secolo di vita c’è, ora, traccia storica nelle pagine che seguono. Scritte con rigore metodologico e documentale, esse testimoniano che quando un’azienda è una comunità di persone impegnate a tutelare i legittimi interessi dei propri clienti ma capaci, al tempo stesso, di guardare anche ad obiettivi più generali, dispone di qualcosa che va oltre i valori espressi nei numeri e nei risultati del proprio bilancio. Nonostante le alterne vicende storiche, la vocazione originaria del Credito Italiano è rimasta invariata nel tempo e viene interpretata oggi da UniCredit su scala internazionale: l’impegno per lo sviluppo, il costante supporto alle comunità locali in cui la Banca opera, lo spirito di intraprendenza e di innovazione nonché la capacità di guardare oltre, sono caratteristiche che hanno radici antiche, come il libro ben dimostra. UniCredit non ha esitato a farsi interprete di questa vocazione superando i confini domestici ma, pur essendo diventata una banca paneuropea, ha mantenuto un solido contatto con i territori di riferimento attraverso un costante impegno per favorirne la crescita economica e sociale.

(Il libro sarà presentato oggi alle ore 18. Interventi di Piero Barucci, Cesare Bisoni, Pier Carlo Padoan, Antonio Patuelli. Modera Ferruccio de Bortoli)

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