La denuncia

Voci dall’Ucraina: «Voglio che tutti sappiate che siamo nell’inferno»

Le difficoltà delle evacuazioni sotto i bombardamenti, la mancanza di corridoi umanitari nelle parole di Darya Kasyanova, responsabile dei Programmi di Sos Villaggi dei bambini nel Paese in guerra

di Nicoletta Cottone

Ucraina, Zelensky accusa Mosca: "Attaccato un corridoio umanitario"

3' di lettura

«Voglio che tutti sappiano che siamo all’inferno». A parlare è Darya Kasyanova, in passato docente universitaria e ora responsabile dei Programmi di Sos Villaggi dei Bambini Ucraina. «Le persone stanno rischiando la propria vita perché l’evacuazione dalle zone a rischio avviene spesso durante i bombardamenti», spiega, aggiungendo che «non esiste, di fatto, un corridoio umanitario». La situazione è molto difficile: «Le persone si nascondono negli scantinati senza riscaldamento, le madri non possono allattare i bimbi perché molte hanno iniziato a perdere il latte». L’associazione continuerà a coordinare il trasferimento delle famiglie affidatarie dal Paese verso luoghi più sicuri.

Oltre due milioni di persone in fuga

Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati sono oltre 2 milioni le persone che, dallo scorso 24 febbraio, hanno lasciato le loro case in cerca di rifugio in altri Paesi. In Italia, secondo il ministero dell'Interno, sono più di 23mila i cittadini ucraini entrati nel nostro Paese, tra cui più di 9mila minorenni.

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La fuga dall’Ucraina (Sos villaggi dei bambini)

Ogni giorno compaiono nuovi hotspot

É straziante la situazione in Ucraina, dove si mettono in atto tutti gli sforzi per evacuare quanti più bambini possibile. Darya Kasyanova racconta che in queste regioni ci sono circa 4 milioni di bambini. E ci sono circa un milione e mezzo di bambini che vivono in hotspot, in città o paesi bloccati, come Irpin, Mariupol, Bucha, Hostomel, Stanytsia Luhanska, Sievierdonetsk, Starobilsk, Popasna. E mentre alcuni istituti pubblici nelle regioni di Luhansk e Donetsk sono riusciti a evacuare i bambini nell’Ucraina occidentale, ci sono grossi problemi con l’evacuazione dei bambini nelle regioni di Zaporizhia, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Kherson, Zhytomyr, Chernihiv. «Non ci sono statistiche esatte poiché ogni giorno compaiono nuovi hotspot. Monitoriamo costantemente la situazione dei bambini negli istituti. Proprio sabato siamo riusciti a portare fuori circa 150 bambini di età compresa tra 0 e tre anni da quattro strutture a Kharkiv. Il personale inizialmente non voleva andarsene e l’evacuazione dei bambini senza di loro è illegale. Dopo tre giorni di dialogo siamo riusciti a convincerli».

Dormire in un rifugio improvvisato (Sos villaggi dei bambini)

Città bloccate senza elettricità, riscaldamento, medicinali

Si rischia la vita perché l’evacuazione dalle zone a rischio avviene spesso durante i bombardamenti. Ci sono città bloccate senza elettricità, senza accesso ai medicinali, senza riscaldamento. In alcune zone è difficile avere notizie di cosa accade nelle strutture. «Sappiamo di una struttura che ospita circa 50 bambini a Vorzel, vicino a Kiev, che è stata isolata per circa cinque giorni. Nessuno sa cosa sta succedendo lì. Nessuno ha accesso. Avevamo contatti con i volontari e il direttore, ma ora non hanno una connessione telefonica e l’accesso fisico è bloccato».

Lettera alle Nazioni Unite per chiedere un corridoio umanitario

Darya Kasyanova ha scritto una lettera al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia chiedendo l’apertura di un corridoio umanitario. «Sono in corso di negoziazione corridoi umanitari tra il governo ucraino e la Federazione russa. Informalmente c’è un accordo per avere dei corridoi, ma non funzionano.C’è stato un tentativo di un corridoio umanitario da Mariupol, ma nessuno è riuscito a uscire. Le forze russe stanno aprendo il fuoco contro autobus pieni di persone o su persone che camminano durante l’evacuazione. Tutto questo sta accadendo sotto i bombardamenti. Quindi, le persone se ne vanno da sole portando con sé solo ciò che possono. I soldati ucraini li aiutano a trasportare bambini o chi non può muoversi».

«Domenica una famiglia con due bambini è morta durante un'evacuazione a Irpin. Stavano per attraversare un ponte, dove i soldati ucraini stavano aiutando la gente. In quel momento è stato aperto il fuoco. Due bambini sono morti. Questo è ciò che succede durante l’evacuazione.

La fuga dall’Ucraina (Sos villaggi dei bambini)

L’appello alle istituzioni

Sos Villaggi dei Bambini lancia un appello alle istituzioni italiane: c'è la necessità di un'azione urgente e coordinata per proteggere e accogliere bambini, ragazzi e famiglie vulnerabili in fuga dall'Ucraina. «È necessaria un'azione urgente e coordinata per proteggere e accogliere bambini, ragazzi e famiglie vulnerabili in fuga dall'Ucraina», è l’appello lanciato dall’organizzazione presente in in 137 Paesi al mondo, inclusa l’Ucraina.

Nel Paese in guerra - segnala Sos Villaggi - sarebbero 100mila i bambini privi di cure familiari, a cui si aggiungono i piccoli inseriti in famiglie affidatarie e quelli di famiglie a rischio separazione. Per questo Sos si rivolge alla «comunità internazionale, ai partner e ai sostenitori, affinché vengano unite le forze per garantire che i bambini e ragazzi che hanno perso le cure familiari o sono a rischio di perderle, rimangano al sicuro e ricevano l'accoglienza e il sostegno economico e psicologico». «È assolutamente necessario – sottolinea Roberta Capella, direttore di Sos Villaggi dei Bambini Italia – che l'accoglienza e l'integrazione nella comunità, soprattutto per i più fragili, passi attraverso un percorso con una forte regia istituzionale che permetta una reale verifica sulle condizioni di accoglienza, che devono essere pensate per una reale integrazione dei più piccoli».


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