il gruppo celebra la giornata

Voci, film, libri: l’impegno del Sole per la memoria

Mercoledì 27 ore 11.00, video intervista online di Walter Veltroni a Sami Modiano. Su Radio 24 servizi a approfondimenti sul Giorno della Memoria

di Maria Luisa Colledani

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Mercoledì 27 ore 11.00, video intervista online di Walter Veltroni a Sami Modiano. Su Radio 24 servizi a approfondimenti sul Giorno della Memoria


4' di lettura

«Perché io? Perché sono rimasto in vita io?», si chiede Sami Modiano, 90 anni, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

«Sono stato scelto per dirvi che quando noi non ci saremo, ci sarete voi». E ha la forza anche di accennare un leggero sorriso.

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La sua vita di andata e ritorno dall’inferno ha ritrovato senso nella testimonianza, quella che oggi, Giorno della Memoria, ci ricorda la pagina più tragica del nostro Novecento. Ogni anno, dal 2005, Sami, ebreo di Rodi, raggiunge Auschwitz con il Treno della Memoria e ai ragazzi che lo accompagnano si rivolge perché siano a loro volta testimoni. In questo tempo, sospeso per la pandemia ma denso di lacerazioni, rigurgiti antisemiti, la memoria è il vero antidoto all’odio, la luce della ragione alla cecità della ferocia. E anche Liliana Segre, senatrice a vita, ricordando le parole di Primo Levi «meditate che questo è stato», ha detto: «Era un monito: se è stato, può ancora essere, può ancora tornare. Mai abbassare la guardia, mai girare la testa dall’altra parte».

Per questo, il Gruppo 24 Ore celebra il Giorno della Memoria, istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005, con un’ampia serie di iniziative editoriali. Per fare memoria, per ripercorrere quegli anni atroci, quell’indifferenza che ha ucciso uomini e donne indifesi.

La pagina ilsole24ore.com/giornodellamemoria è il punto di partenza per ricordare: alle 11 sarà online la video intervista esclusiva che Walter Veltroni ha realizzato con Sami Modiano. L’appuntamento, in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah e il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ripercorre la storia di quest’uomo mite che avrebbe tutte le ragioni per odiare e invece parla di pace, ricordando le parole di papà Jacob ormai esausto nel lager: «Tieni duro, Sami. Tu ce la devi fare». E Sami ha resistito con 125 grammi al giorno e qualche patata come racconta anche nel libro, in abbinata non obbligatoria con Il Sole 24 Ore, Tana libera tutti (editore Feltrinelli). Lo ha scritto Walter Veltroni con ritmo e toni adatti ai ragazzi perché conoscano Sami, la sua tragedia e la persona dolce, inclusiva e intensa che è: «l’ho visto trascorrere ore a discutere con i ragazzi delle scuole - scrive Veltroni -, non sottrarsi mai, con loro, al dolore del ricordo e alla sofferenza del racconto».

Il Sole 24 Ore, oltre al libro su Modiano, porta in edicola e in libreria A stasera e fai il bravo di Salo Muller, tradotto per la prima volta in Italia. Salo, ebreo di Amsterdam, nasce nel 1936, a sei anni rimane orfano perché i suoi genitori rimangono vittime dei rastrellamenti delle SS. Viene protetto dalla resistenza olandese, cambia nove famiglie, perde il suo nome: sarà per tutti Japje (piccolo Jacob), poi, a guerra finita, zia Ju e zio Louis gli sveleranno la verità. Fantasmi, domande eterne da sopravvissuto fino a trovare una nuova strada come fisioterapista dell’Ajax di Cruijff e ora come paladino di tutte le vittime della Shoah.

Nel 2018 Salo Muller ha ottenuto dalle ferrovie olandesi, ree di aver portato le vittime nei lager, un risarcimento per i sopravvissuti e i loro eredi, e anche le scuse. Questa battaglia legale si è allargata alle ferrovie tedesche. Salo, a 84 anni, ha mille vite: una sua video intervista sarà online domani sul sito del Memoriale della Shoah.

E sarà protagonista del podcast “Voci delle memoria”, progetto ideato e realizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24 a cura di Raffaella Calandra e Maria Luisa Colledani. Dopo la storia di Salo Muller, online da oggi, saranno proposte quelle, fra gli altri di Sami Modiano, Nedo Fiano, Liliana Segre, Andra e Tatiana Bucci, Goti Bauer, Edith Bruck e Ginette Kolinka.

Online da oggi sul sito del Sole anche il film Il viaggio più lungo , del regista Ruggero Gabbai (Produzione Forma International) che, con le testimonianze di Sami Modiano, Stella Levi e Albert Israel, racconta le vicende degli ebrei di Rodi, dagli anni della amministrazione italiana fascista alla deportazione.

Sempre sul sito, si possono percorrere vis, strade e piazze attraverso la mappa sulla quale sono geolocalizzate le Pietre d’inciampo italiane. Nel nostro Paese sono ormai circa 1.500 i cubetti in ottone con i nomi delle persone che il regime nazista ha ucciso nei campi, sono ebrei, sinti, rom, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova. Vivevano accanto ai nostri nonni, ai nostri bisnonni e, grazie alle Pietre d’inciampo, «li riportiamo a casa», come dice Marco Steiner, presidente del Comitato Pietre d’inciampo di Milano che ha reso digitali le 121 pietre della città con il progetto Instagram History.

Ampia la programmazione anche su Radio 24: interviste, servizi e approfondimenti nei Gr e nei programmi 24 Mattino, condotto da Simone Spetia con Paolo Mieli, Effetto Giorno ed Effetto Notte, Linee d’Ombra e Melog. La memoria è un laico rosario laico, è responsabilità di ognuno, soprattutto se guardiamo poco oltre i confini d’Europa e vediamo quegli uomini nudi nel fango e nel gelo dei campi migranti della Bosnia. Ci puntano gli occhi addosso con la frase di Primo Levi: «Considerate su questo è un uomo».

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