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Vola la Cigs anche a settembre, in affanno industria ed edilizia

A livello regionale, i territori più in sofferenza, a causa dell'impennata delle ore richieste di Cigs, sono: Liguria, Molise, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania. Ma anche Umbria, Emilia Romagna e Toscana

di Claudio Tucci

Quanto ci può far male una recessione in Germania

A livello regionale, i territori più in sofferenza, a causa dell'impennata delle ore richieste di Cigs, sono: Liguria, Molise, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania. Ma anche Umbria, Emilia Romagna e Toscana


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La Cigs, vale a dire il sussidio per le crisi aziendali più strutturate, segna un nuovo balzo un avanti: da gennaio a settembre le ore autorizzate dall’Inps salgono a quota 115,3 milioni, più 37,41 per cento nel confronto tendenziale.

Industria ed edilizia sono i settori economici più interessati, con un Cigs in crescita rispettivamente del 44,04 per cento e del 136,97 per cento. Ad andare in Cigs sono essenzialmente gli operai, a testimonianza di processi di riconversione e ristrutturazione aziendale ancora in corso.

A livello regionale, i territori più in sofferenza, a causa dell’impennata delle ore richieste di Cigs, sono: Liguria, Molise, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania. Ma anche Umbria, Emilia Romagna e Toscana.

Continuano a essere elevate anche le domande di disoccupazione. Ad agosto, ha reso noto sempre l’Inps, ne sono state inoltrate 101.397, in lieve calo rispetto alle 114.910 domande di agosto. Da gennaio ad agosto sono state presentate 1.163.221 domande di Naspi.

Il tiraggio della Cigs, gennaio-luglio, cioè l’utilizzo effettivo dell’ammortizzatore, è del 33,97 per cento. Su questi numeri pesano, certo, gli oltre 140 tavoli di crisi aziendali aperti al Mise e che non stanno trovando ancora una soluzione. Nel frattempo, si utilizza la cassa integrazione.

Manca il decollo delle politiche attive che potrebbe alleviare i problemi. E soprattutto, la fotografia di un mercato del lavoro così in affanno, ipotizza nuovi interventi di finanziamento degli ammortizzatori. Senza contromisure il 2019 è destinato a chiudere con ulteriori peggioramenti.

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