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Volatilità in calo: cosa aspettarsi dalle Borse questa settimana?

I principali listini hanno consolidato. Wall Street mantiene ancora una maggiore tenuta: attesi segnali per una direzionalità più precisa

di Andrea Gennai

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Il New York Stock Exchange

I principali listini hanno consolidato. Wall Street mantiene ancora una maggiore tenuta: attesi segnali per una direzionalità più precisa


2' di lettura

Consolidamento dopo il rimbalzo con la volatilità in calo. La fotografia dei primi giorni di aprile sui listini azionari internazionali può essere sintetizzata in questo modo.

La tendenza di fondo resta ribassista dopo il violento movimento innescato dalla fine di febbraio. Il flusso di notizie sul coronavirus continua a essere negativo sia per le ricadute sanitarie che per quelle economiche. I grafici delle Borse segnalano una fase attendista, ma il rischio resta sempre molto elevato.

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Il termometro del rischio
Il Dow/gold ratio ovvero l’indicatore che misura i rapporti di forza tra Dow Jones (propensione al rischio) e oro (fuga dal rischio) registra un trend di fondo al ribasso, a discapito quindi dell’azionario. Il fatto che l’oro sia più forte non è garanzia di rialzi del metallo giallo, ma semplicemente che sta facendo meglio dell’equity negli ultimi mesi.

L’indicatore si muove poco sopra 12 (servono circa 12 once di oro per comprare ipoteticamente il Dow Jones). È un’area di supporti e sono quindi attesi rimbalzi, ma solo oltre quota 16 il tono per l’azionario potrebbe cambiare in maniera più promettente. Discese sotto l’area 12 invece potrebbero segnalare un brusco peggioramento del quadro per il mercato borsistico.

RAPPORTI DI FORZA

Andamento dell'indice Dow/gold ratio negli ultimi 10 anni

RAPPORTI DI FORZA

L’indice S&P 500
L’indice ha perso durante la settimana circa il 2% e la flessione dai massimi di febbraio si attesta intorno al -27 per cento. La chiusura di venerdì è stata a 2.488 punti. I livelli da monitorare sono due: in primis 2.350, corrispondente al minimo di fine 2018, e la cui nuova violazione al ribasso potrebbe imprimere un’accelerazione al mercato orso.

Verso l’alto invece i rimbalzi trovano in 2.750 un importante ostacolo: oltre quel livello si chiuderebbe un gap ribassista e l’indice potrebbe rientrare in quadro grafico più rassicurante. La volatilità ha dato segnali di discesa dai massimi e questa è un’indicazione positiva. Il tasso di oscillazione medio per seduta a tre settimane è sceso a poco più del 5 per cento: un livello comunque ancora elevato rispetto ai mesi scorsi.

INDICE S&P 500

Andamento da ottobre 2018 a oggi

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Indice Ftse Mib
L’indice ha perso il 2,6% nella settimana appena conclusa e il bilancio dal top di febbraio è di poco più del -35 per cento. Venerdì la la chiusura è stata a 16.384 punti. L’Europa mantiene una performance decisamente più negativa rispetto agli States. A Piazza Affari il livello spartiacque da monitorare è quello dei 18mila punti (minimo di fine 2018): solo oltre quella soglia il rimbalzo assume sviluppi grafici più interessanti. La volatilità è in calo anche a Milano e si attesta poco sopra il 5% giornaliero, in linea con Wall Street.

INDICE FTSE MIB

Andamento da ottobre 2018 a oggi

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Emergenti
L’indice Msci Emerging ha chiuso la settimana in calo dell’1,5 per cento e appare quindi l’area più resiliente. Dai massimi di gennaio la flessione è di poco inferiore al -28 per cento. Venerdì la chiusura è stata a 831 punti. Anche per questo indice i riflettori sono puntati sul minimo del 2018 che transita a 950 punti: solo oltre questa resistenza il rimbalzo assume delle connotazioni interessanti mentre fino a quel livello i rischi restano più elevati.

MSCI EMERGING

Andamento da ottobre 2018 a oggi

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