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Voli cancellati, Enac avverte le compagnie aeree: pronti a multe sui voucher

L’Ente per l'aviazione civile ha fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo

di An.Ga.

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(ANSA)

L’Ente per l'aviazione civile ha fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo


3' di lettura

L'avvertimento era già arrivato. Ma ora per le compagnie che continuano a cancellare voli usando come «pretesto» il Covid potrebbero scattare le sanzioni. L'Ente per l'aviazione civile ha infatti fatto sapere che sta avviando le istruttorie per eventuali sanzioni alle compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri, che prevede il rimborso del biglietto (e non il voucher) in caso di cancellazione del volo.

Il richiamo dell’Enac

L'Enac aveva già richiamato le compagnie con una comunicazione ai vettori operanti in Italia lo scorso 18 giugno, invitandole al rispetto del Regolamento comunitario 261 del 2004 che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. Ma l'avvertimento non sarebbe stato ascoltato, visto che le compagnie non sembrano aver cambiato atteggiamento. Dai primi riscontri, spiega infatti l'Ente, «sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l'emergenza Covid-19 e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher».

Il diritto al rimborso

Ma dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all'interno del territorio nazionale e nell'area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, ricorda l'Autorità per l'aviazione civile. Quindi le cancellazioni dopo quella data «sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’emergenza», puntualizza l'Enac, ricordando che il Regolamento Comunitario prevede, nei casi di cancellazione di voli per cause non collegate all'emergenza Covid-19, che le compagnie forniscano ai passeggeri: l'informativa; la riprotezione; il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione di un voucher); la compensazione, ove dovuta. Di fronte a questa situazione, ora l'Enac ha deciso di passare ai fatti: l’Ente sta infatti avviando gli accertamenti che porteranno all'erogazione di sanzioni nei confronti dei vettori in caso di accertata violazione del Regolamento.

Codacons: bene Enac, ma ora si muovano procura e Antitrust
Plaudono le associazioni di consumatori, tra le prime a segnalare le irregolarità. «Siamo sommersi dalle segnalazioni di utenti cui le compagnie aeree hanno cancellato i voli previsti per le prossime settimane, proponendo solo voucher come forma di indennizzo, in totale spregio del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 – spiega il Codacons – Ora però è il momento che anche Antitrust e Procura di Roma, cui il Codacons ha inviato formale esposto, si attivino a tutela degli utenti, aprendo indagini sulla pratica commerciale scorretta che sembra finalizzata ad ottenere liquidità a discapito dei consumatori».

Unc: ottima notizia, la sanzione sia massima

«Chiediamo all'Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile» afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. «È gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell'intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l'imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti» prosegue Dona. «Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell'UE sia se l'aeroporto di arrivo è in un paese dell'UE, qualora il vettore aereo sia comunitario» conclude Dona.

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