Da Nuova Dehli

Voli dall’India, perché continuano ad arrivare nonostante l’ordinanza di Speranza: 23 i positivi a bordo

Test e quarantena per i 213 passeggeri a bordo del volo proveniente da Nuova Delhi. Una ulteriore ordinanza blocca gli arrivi anche dal Bangladesh

di N.Co.

Coronavirus, è emergenza in India: superate le 200 mila vittime, cremazioni anche nei parcheggi

4' di lettura

C’erano 23 positivi - anche due componenti dell’equipaggio - a bordo dell’aereo atterrato nella Capitale il 28 aprile proveniente dall’India, dove i contagi da nuovo coronavirus corrono senza freni e dove sono già morte oltre 204mila persone. Il 9% dei 213 passeggeri e 10 componenti dell’equipaggio giunto in tarda serata da Nuova Dehli. Il sistema sanitario indiano, con la contagiosa variante indiana che corre, è al collasso e il virus ha infettato nelle ultime 24 ore più di 379mila persone. Il volo Air India da Nuova Delhi è atterrato con 213 passeggeri a bordo - di cui 28 bambini e 3 neonati con 130 bagagli al seguito - che sono stati condotti nella cittadella militare della Cecchignola e in un Covid hotel della Capitale per la quarantena con tre pullman e due van dell’esercito. Giunti nel decentrato Terminal 5 dello scalo romano di Fiumicino, sono stati sottoposti immediatamente a tampone. Test e quarantena anche per i membri dell'equipaggio. Tutti sotto osservazione visto che hanno viaggiato per almeno dieci ore accanto a 23 positivi.

Pandemia fuori controllo

E mentre il premier Mario Draghi assicura il sostegno italiano a New Dehli, in India la pandemia è fuori controllo: nelle ultime 24 ore sono morte 3.645 persone e nel Paese dall’inizio dell’emergenza sono state contagiate 18,38 milioni di persone. E gli epidemiologi ritengono che il numero dei morti sia sottostimato e sia in realtà fra le due e le cinque volte superiore a quello ufficiale. Sfuggono soprattutto i decessi nelle aree rurali e quelli non avvenuti in strutture sanitarie, classificati come morti per “malattia” e non per Covid.

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L’allarme del governatore del Lazio Zingaretti

E mentre in Italia sono risultate positive due persone rientrate a Bergamo il 7 aprile dopo aver partecipato al pellegrinaggio induista di Kumbh Mela, i passeggeri da tenere sotto controllo che arrivano da New Dehli riempiono i posti abitualmente usati nella Capitale per tenere sotto controllo i positivi, tanto che l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato ha chiesto «aree dove far svolgere le quarantene controllate, come ad esempio le caserme». Ed è stato forte anche il pressing dal governatore del Lazio Roberto Zingaretti, che ha chiesto di «bloccare i voli» dal subcontinente indiano, «sollecitando anche iniziative che coordinino a livello europeo gli arrivi». La corsa per aiutare l’India è partita: dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita sono già arrivati voli carichi di medicinali e ossigeno, introvabili nel Paese. E con i crematori al collasso scarseggia anche la legna usata per le pire illegali che bruciano ovunque illuminando il buio della notte.

La prima ordinanza con deroghe per i rientri

Perché i passeggeri sono arrivati da Nuova Delhi, dopo che una prima ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, entrata in vigore il 27 aprile, aveva già decretato lo stop ai voli dall’India? «Sono vietati l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in India», recita l’ordinanza 25 aprile 2021, in vigore dal 27 aprile. Ma con tre deroghe per il rientro in Italia: il possesso della residenza anagrafica in Italia da data anteriore al 25 aprile; la richiesta di raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza dei figli minori, del coniuge o della parte di unione civile; o gli autorizzati dal ministero della Salute, per inderogabili motivi di necessità, all’ingresso in Italia. Il sito della Farnesina “Viaggiare sicuri” conferma che «dal 27 aprile al 12 maggio è in vigore un generale divieto di ingresso in Italia, per quanti hanno soggiornato-transitato in India». Chi è già arrivato in Italia nei 14 giorni precedenti al blocco deve comunicarlo alle autorità sanitarie italiane e sottoporsi a tamponi e quarantene.

Le nuove ordinanze: stop da India, Bangladesh e Sri Lanka

Il 28 aprile il ministro Speranza ha firmato una nuova ordinanza che vieta l’ingresso, da qualsiasi punto di confine, a chi negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato o transitato anche in Bangladesh oltre che in India. Chi è entrato in Italia nei 14 giorni precedenti, anche se asintomatico, deve sottoporsi a una quarantena in un hotel Covid per dieci giorni. Un provvedimento che ha anche rafforzato le misure di isolamento per le persone residenti in Italia autorizzate al rientro, con quarantena e test per i residenti di ritorno dall'India. È consentito l’ingresso previa autorizzazione del ministero della Salute a chi all’imbarco presenta un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, si sottopone a un tampone all’arrivo, si isola in un albergo Covid per la quarantena ed effettua un nuovo tampone a 10 giorni dall’arrivo. Isolamento anche per l’equipaggio del velivolo. Il 29 aprile una nuova ordinanza di Speranza che proroga di 15 giorni le misure di contenimento relative agli arrivi dai Paesi europei. Estese le misure di divieto di ingresso, previste per India e Bangladesh, anche allo Sri Lanka. Il rientro da questi Paesi sarà consentito solo a chi ha cittadinanza italiana. E il 29 aprile è previsto un nuovo aereo in arrivo dall’India.

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