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Voli, estate nel caos per chi viaggia in Europa: scioperi anche in agosto

Disagi soprattutto in Spagna, Germania e Gran Bretagna. Oltre agli scioperi indetti dalle compagnie aeree la complicata situazione negli aeroporti, colpiti dalla carenza di personale dopo il biennio pandemico

di Sergio Nava

Lufthansa sciopera, oltre 1000 voli cancellati

2' di lettura

L’ultimo weekend di luglio non cancella i disagi nei principali aeroporti europei, con le agitazioni che minacciano di estendersi anche ad agosto.

Il prossimo mese potrebbe rivelarsi complicato per chi volerà in Spagna, una delle mete estive preferite dai vacanzieri: il sindacato Uso, che rappresenta il personale di cabina della compagnia low cost Ryanair, ha annunciato scioperi per quattro giorni settimanali (dal lunedì al giovedì), a partire dall’8 agosto fino addirittura al 7 gennaio.

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Se il personale di cabina spagnolo di easyJet ha raggiunto un’intesa salariale con la compagnia, scongiurando uno sciopero programmato proprio questo weekend, sono i piloti del vettore britannico con base nella Penisola iberica a battere ora cassa, minacciando nove giorni di astensione dal lavoro il prossimo mese. Le date: 12-14, 19-21 e 27-29 agosto.

Dopo la Spagna, rischia anche la Germania

Situazione complicata anche in Germania, dove ieri si è appena concluso lo sciopero del personale di terra di Lufthansa, che ha provocato la cancellazione di oltre mille voli nella seconda parte di questa settimana. Ad aggravare la situazione potrebbero presto essere i piloti della compagnia di bandiera tedesca: domani si concluderà la votazione organizzata dal sindacato Vereinigung Cockpit, che chiede un aumento di salario. Non sono da escludere nuovi scioperi a breve.

La situazione in Gran Bretagna

Anche in Gran Bretagna il sindacato dei piloti Balpa sta meditando un referendum, che potrebbe portare a scioperi e cancellazioni dei voli British Airways nelle prossime settimane.

Il mix di rivendicazioni sindacali e mancanza di staff nei maggiori hub aeroportuali europei promette di non far dormire sonni tranquilli ai viaggiatori in partenza nelle prossime settimane: sul primo fronte alcune compagnie hanno trovato intese per adeguamenti salariali, come Norwegian Air, che già a giugno ha concordato un incremento degli stipendi per i piloti pari al 3,7%, seguita a ruota dalla scandinava SAS. British Airways e KLM hanno trovato intese con il personale di terra. Altri fronti restano aperti, come dimostrano gli scioperi già in programma o paventati.

La situazione negli aeroporti

Più complicata la situazione negli aeroporti, dove alle rivendicazioni sindacali si somma la carenza di personale, dopo il biennio pandemico.

Gli scali parigini di Charles de Gaulle e Orly devono riempire un vuoto pari a 4000 posizioni, tra addetti alla sicurezza, alla manutenzione e al commercio aeroportuale. I sindacati denunciano il licenziamento di oltre 20mila dipendenti durante la pandemia.

L'hub tedesco di Francoforte, il più trafficato in Germania, ha riassunto circa mille dipendenti, un quarto di quelli licenziati nell'ultimo biennio. L'operatore Fraport prevede disagi fino all'autunno, a causa della mancanza di personale.

L'aeroporto olandese di Schipol infine ha concordato un aumento di 5,25 euro l'ora nei mesi estivi per 15mila lavoratori aeroportuali, per lo più addetti alle pulizie, ai bagagli e alla sicurezza.

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