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Volksbank fucina di sostenibilità sui territori

Tra le attività in ambito Esg il Bosco Moranzani appena inaugurato,
che in 10 anni catturerà circa 660 tonnellate di emissioni di anidride carbonica

di Paolo Paronetto

Riforestazione. Bosco Moranzani (foto) è un progetto di riforestazione di un'area di oltre 50mila metri quadri a Mira, nel territorio veneziano, che ospiterà 5.300 nuovi alberi e arbusti autoctoni di 17 specie diverse

3' di lettura

Dopo il riassetto, il rilancio. Al termine di un 2022 che ha visto il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale, la prossima sfida per Volksbank sarà quella della crescita: «Non è più un momento di ripensamento del modello di business, ma una fase di sviluppo», conferma il direttore generale Alberto Naef, precisando che nell’anno in corso sono stati «portati a casa più o meno tutti i risultati» previsti. In questo nuovo capitolo la sostenibilità si confermerà uno dei trait d’union, l’elemento che ha segnato il cammino della banca in questi anni e continuerà a farlo nei prossimi.

«La sostenibilità non è un obiettivo economico, reddituale. È un nostro obiettivo come banca del territorio, vogliamo essere motore di uno dei trend più importanti» che attraversano la società e l’economia, spiega Naef. «Siamo contenti di aver scommesso su questo tema, abbiamo messo a punto tante soluzioni interessanti che ci stanno aiutando sia nell’ambito della nostra responsabilità Esg come azienda, sia come supporto alle imprese per il loro modo di essere Esg», sottolinea ancora, dicendosi «contento di questi primi tre anni», ma consapevole «che sarà un percorso di “n” piani industriali con “n” maggiore di due: stimoleremo il territorio con la nostra forza e la nostra capacità di individuare il percorso giusto». Tra i risultati più concreti e visibili ottenuti dall’azione di Volksbank nell’ambito Esg c’è sicuramente il Bosco Moranzani, progetto di riforestazione di un’area di oltre 50mila metri quadri a Mira, nel territorio veneziano, che ospiterà 5.300 nuovi alberi e arbusti autoctoni di 17 specie diverse, realizzato con Etifor, spin-off dell’Università di Padova, e con la Fondazione Emma. Lo scorso 12 novembre sono stati piantati i primi 100 alberi, gli ultimi saranno messi a dimora tra marzo e aprile del prossimo anno, seguendo un calendario rigoroso in base alla giusta combinazione tra temperatura, umidità e quiescenza del sistema vegetativo.

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«Volksbank si occupa di sostenibilità in maniera strutturata dal 2020, nel piano strategico sono stati dati degli obiettivi trasversali a tutte le divisioni della banca e il perseguimento della carbon neutrality era un tema fondamentale – chiarisce Manuela Miorelli, responsabile Sostenibilità e Innovazione dell’istituto altoatesino -. Misuriamo le nostre emissioni e facciamo in modo di ridurle, tanto che stiamo ragionando sulla possibilità di diventare indipendenti dal punto di vista delle necessità energetiche con un impianto proprietario da fonti rinnovabili». «Se nonostante tutte queste misure virtuose continueremo a immettere Co2 nell’aria – prosegue -, prima di ricorrere al pagamento di crediti di carbonio vogliamo sostenere progetti sul territorio che abbiano come scopo la cattura della Co2: da qui nasce l’idea di Bosco Moranzani», che in 10 anni catturerà circa 660 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e «inoltre ha anche una componente sociale importante», dato che vuole essere il primo bosco in Italia progettato per essere accessibile e inclusivo. «L’obiettivo – conclude Miorelli - è costruire un ecosistema, non solo ambientale ma anche sociale nell’ambito del progetto “Dopo di Noi”, dove le persone disabili trovino un posto per vivere dopo l’assistenza dei genitori».

La sostenibilità a trecentosessanta gradi, del resto, è già nel nome del piano strategico di Volksbank in vigore, “Sustainable 2023”, che si concluderà il prossimo anno. Poi, come detto, sarà il momento di crescere. «Il 2023 sarà importante, con il rinnovo del consiglio di amministrazione e l’avvio dei lavori sul nuovo piano», rimarca Naef, il cui mandato, inizialmente di tre anni, è stato successivamente trasformato in tempo indeterminato. «Siamo pronti alla prossima sfida, che è un po’ diversa da quella che abbiamo avuto fino adesso – precisa -. Dovevamo dimostrare che la banca aveva la forza per poter performare in linea con le aspettative dei soci e degli azionisti: lo abbiamo fatto e l’anno si chiuderà bene come il precedente».

Lo sviluppo sarà «in primis organico», anche perché Volksbank «vede nel “confinamento” in Triveneto un valore». «Se dobbiamo differenziarci delle grandi banche dobbiamo essere la grande banca del Triveneto – chiosa Naef -. Il nostro compito è essere flessibili, sartoriali, essere la banca giusta per le Pmi e le famiglie del territorio e non portare in Triveneto quello che è stato pensato e standardizzato per tutta Italia». «Anche perché non ho mai visto nulla che funzionasse dappertutto», rincara. Poi, «se ci saranno opportunità all’esterno, vedremo», concede, «ma per fare queste cose bisogna essere in due e qui vicino a noi non c’è tantissimo, quindi probabilmente la crescita dovrà essere organica: in futuro continueremo col nostro percorso con più forza».

Aiutati, in questo, dalla progressiva riduzione della presenza dei big sul territorio, dato che «più gli altri si ritirano», ammette il manager, più chi resta guadagna spazio «per definizione». Il tutto in uno scenario macro di incertezza «che sicuramente presenterà delle sfide»: Volksbank, garantisce Naef, «è attrezzata per affrontarle».

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