MADE IN GERMANY

Volkswagen, 44 miliardi per l’innovazione. A Zwickau il mega stabilimento per le auto elettriche

di Mario Cianflone


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4' di lettura

Prosegue la corsa di Volkswagen verso l'auto elettrica e l’innovazione. La marca principe del gruppo tedesco, che sull'elettrico ha già messo sul piatto qualcosa come 34 miliardi, ha deciso di spingere di più l’acceleratore verso una riconversione industriale “alla spina”. Il gruppo Volkswagen investirà infatti 44 miliardi di euro entro il 2023 in soluzioni e prodotti innovativi. Lo ha dichiarato il ceo Herbert Diess nel corso della conferenza stampa dopo la riunione del consiglio di supervisione del gruppo. «Volkswagen - ha detto Diess - svolgerà un ruolo fondamentale nel definire e plasmare la mobilità del futuro».

Per Vw si sta avvicinando il momento in cui introdurrà sul mercato i suoi modelli di nuova generazione (gamma I.D.) a batteria a ioni di litio basati sulla piattaforma modulare battezzata Meb (Modularer Elektrobaukasten).

La marca tedesca infatti sta creando a Zwickau il più grande ed efficiente stabilimento produttivo di auto elettriche del gruppo. In futuro, fino a 330.000 veicoli elettrici l'anno usciranno dalla linea di produzione, più che in qualunque altra fabbrica del gruppo.

Da sottolineare che lo stabilimento è green. Nel processo di produzione, l'emissione di CO2 verrà evitata o ridotta per quanto possibile soprattutto nell'altamente energivora produzione delle celle per le batterie.

La casa sta quindi convertendo un intero stabilimento dal motore a combustione interna alla mobilità elettrica. Attualmente, a Zwickau vengono prodotte le Golf berlina e Variant. A fine 2019, tra poco più di un anno, è programmato l'avvio della produzione della I.D., il primo modello della Volkswagen basato sulla nuova piattaforma modulare per auto alla spina battezzata elettrica Meb Modularer Elektrobaukasten.

Le I.D. rappresenteranno la terza era di Volkswagen dopo il maggiolino e la Golf. Il primo modello I.D. sarà una berlina a cinque porte, dalle dimensioni comparabili a quelle di una Golf. Il piano della marca (e del gruppo VW) punta a introdurre il modello entry level della gamma I.D. su piattaforma Meb con una cadenza produttiva di 200mila veicoli all'anno. La gamma I.D. sarà in seguito completata da vetture più grandi, suv e crossover. A sviluppo concluso, sei modelli elettrici di tre marche del Gruppo verranno prodotti nello stabilimento a partire dal 2021. E il piano è quello di iniziare le vendite a partire dal 2020 con un modello (I.D. Neo) che dovrebbe costare quanto una Golf diesel ben allestita, quindi intorno ai 25 mila euro e questo comporterebbe uno sforzo economico non indifferente.

Anche perché nello scontro competitivo sull'auto elettrica ci sono in ballo molti posti di lavoro e l'obiettivo dei tedeschi è quello di proteggere i lavoratori in Germania (e nelle fabbriche del gruppo sparse in Europa) convertendo tre fabbriche alla produzione di sole auto elettriche facendo tutto in casa (compreso l'assemblaggio delle macrocelle). La conversione dell'automotive da termica a elettrica comporta rischi occupazionali rilevanti. Costruire una macchina a batteria, infatti, è più semplice perché occorrono molti meno pezzi e la rete dei fornitori è più snella. E anche le ore di lavoro sono di meno, almeno per quanto riguarda il marriage, cioè l'unione tra carrozzerie e powertrain. Il gruppo tedesco dunque punta a conquistare un mercato strategico pur limitando le perdite occupazionali e va anche considerato un fatto: le auto elettriche devono essere abbordabili se si vuole assicurare una diffusione di un certo peso.

Tutto il gruppo tedesco conta di vendere entro il 2025 almeno un milione di auto elettriche, e qui entrano in ballo Audi, Porsche, gli altri marchi come Seat e Skoda e le fabbriche per l'assemblaggio delle batterie.

L'obiettivo del gruppo Volkswagen è di arrivare a una quota delle vendite di macchine elettriche o elettrificate, cioè ibride o ibride plug-in pari al 17-20 per cento del totale entro il 2025. Lo ha detto l'amministratore delegato di Volkswagen Herbert Diess in conferenza stampa a Francoforte.

Costruire auto elettriche di costo abbordabile è un impegno considerevole sia finanziario sia tecnologico. Da questo punto di vista Vw non ha problemi: nel 2012 ha inventato la piattaforma Mqb, Modularer Querbaukasten, con la quale costruisce decine di modelli a motore trasversale per tutti i marchi con pezzi standard (una sorta di lego) e con fabbriche dalle linnee molto simili.
Questa tecnologia modulare per la quale il gruppo Volkswagen ha investito oltre 60 miliardi di euro è stata adattata anche le auto elettriche ed è nata, infatti, l'architettura Meb che darà vita alla futura gamma I.D. finora apparsa in vari prototipi.

Il gruppo, con il brand Audi ha già puntato alla fascia alta dei suv con l'elettrico e-tron in via di commercializzazione. Si tratta di un modello che anche per il sistema infrastrutturale italiano rappresenta una sfida interessante, visto che per le reti di ricarica Audi ha siglato un accordo con Enel X teso a sviluppare una mega rete sul territorio nazionale. Ma nella partita per le reti c'è anche Nissan. Si stanno dunque facendo mosse tese allo sviluppo dell'elettromobilità che in Italia procede a piccoli passi (non ci sono incentivi rilevanti come quelli di altri paesi) ma qualcosa si muove anche su quel fronte: in questi giorni è stata avviata la commercializzazione della Vespa elettrica, interamente made in Italy compreso il motore.

Riguardo alla possibile alleanza con Ford per le auto elettriche e la guida autonoma, Diess ha confermato che lo spazio di collaborazione potrebbe essere esteso anche alla produzione di veicoli commerciali leggeri, soprattutto quelli anche a trazione elettrica. Le sinergie, ha detto, potrebbero essere significative.

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