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Volkswagen cala l’asso elettrico e rilancia sui suv di taglia small

di Corrado Canali

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Il nuovo Vw T-Cross


3' di lettura

Un piano progettato nei minimi dettagli, ma che ora sta per assumere una dimensione di irreversibilità come forse mai prima d’ora. La scelta dell’elettrico per il Gruppo tedesco e per il brand Volkswagen in particolare è radicale oltre che irreversibile: Herbert Diess a capo di un consiglio di amministrazione che è ha al suo fianco gli azionisti che l’hanno designato e lo sostengono hanno deciso di puntare dritto sulla mobilità a zero emissioni che pure non è immune da dubbi o da perplessità. Con una scelta che è tipica del modo di proporsi del popolo tedesco, Diess ha detto chiaro e tondo che sull’elettrico si va soltanto avanti, niente ripensamenti nè tantomeno qualche retromarcia.

Eppure si tratta della più grande, oltre che rischiosa scommessa che il costruttore tedesco abbia mai affrontato prima d’ora. E non solo per la posta in palio che prevede investimenti pari a quasi 50 miliardi di euro per sviluppare a livello di gruppo circa 70 modelli elettrici e arrivare avendere 22 milioni di auto elettriche entro i prossimi dieci anni è una dei quelle scelte che non farebbero dormire sonni tranquilli ai piani alti del management di un qualsiasi Gruppo, ma non di quello Volkswagen. Nessuno, infatti, è in grado di ipotizzare che esista una richiesta talmente importante di mobilità elettrica tale da giustificare investimenti così elevati. Al punto che se le cose non dovessero andare secondo i piani, davvero il Gruppo potrebbe rischiare grosso, molto di più di quanto successo col dieselgate.

Il bisogno di rispettare la normativa sul CO2 che scatta del 2020 e anche la necessità di rifarsi un’immagine dopo le scorie dello scandalo che è costato tanto anche in termini di management, completamente azzerato, ha spinto Wolfsburg ad andare avanti senza se o senza ma e a tirare diritto sulla strada di una offensiva di prodotto che è senza precedenti nella storia dell’industria automobilistica. Naturalmente non essendo proprio degli sprovveduti alla Volkswagen hanno preparato nel migliore di modi la svolta elettrica a partire dalla piattaforma Meb, l’architettura modulare su cui si baseranno tutti i modelli medi e anche i medio-piccoli non solo di Volkswagen, ma dell’intero Gruppo coi benefici in termini di condivisioni, ma anche di minori costi che serviranno probabilmente a rendere più competitivi i prezzi delle future elettriche che si annunciano quasi del tutto allineati ai modelli diesel che sostituiranno sia pure gradualmente.

A che punto di non ritorno sia Volkswagen lo si è percepito col lancio della nuova generazione del concept I.D. Buggy , cioè il rinato dune buggy naturalmente a zero emissioni e con trazione integrale elettrica che va a dare man forte alla gamma a batteria, ma potrebbe essere prodotto soltanto in serie limitata. La prima auto ad entrare in produzione come è già stato più volte annunciato dallo stesso Diess, sarà la Vw I.D. che verrà presentata nel corso di quest’anno e che inizierà a essere prodotta alla fine del 2019 nella fabbrica di Zwickau, la prima a entrare in funzione delle tre che sono state da tempo riconvertite alla produzione delle auto elettriche. Entro il 2022, poi, si aggiungerà quella di Emden e l’altra di Hannover.

Ma che all’interno del Gruppo Volkswagen sia forte anche la corrente di chi non dà ancora per superati, almeno del tutto, i modelli con motore termico, lo si intuisce viste le altre novità annunciate alla rassegna svizzera e che nei prossimi mesi saranno in vendita nelle reti europee.

A cominciare dal più piccolo dei crossover siglato VW, la T-Cross che offrirà motori per lo più a benzina, ma anche diesel. Mentre il fratello maggiore T-Roc destinato forse a superare le vendite di sua maestà la Golf che sta per tagliare il traguardo dell’ottava generazione con milioni di unità vendute alle spalle, ma ha il fiato sul collo dei suv-crossover in arrivo. Proprio la T-Roc estremizza una vocazione di auto dal Dna sportivo con la versione R a benzina da 300 cv, mentre l’ammiraglia a “ruote alte” la Touareg offrirà un motore V8 di 4.000 cc diesel da 421 cv. Tutte novità che lasciano intendere che l’elettrico può ancora attendere.

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