il colosso dell’auto

Diess (Volkswagen): «Senza riforme urgenti rischiamo il destino di Nokia»

«L’era del produttore classico di auto è finita», ha detto l’ad del gruppo

di Mario Cianflone


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Operai durante l’assemblaggio dell Id.3, la nuova elettrica del gruppo Volkswagen che viene prodotta nello stabilimento di Zwickau (Epa)

3' di lettura

«Volkswagen rischia di fare la stessa fine di Nokia, che ha perso la sua posizione di dominio nel settore della telefonia mobile a favore di Apple». È il monito che ha lanciato l’amministratore delegato del gruppo tedesco, Herbert Diess, parlando ai vertici del management al termine di una riunione del board. «La vera grande domanda è se ci stiamo muovendo abbastanza in fretta - ha detto Diess - Se continuiano alla velocità attuale, sarà tutto molto difficile».

Secondo l’ad il colosso tedesco deve passare da essere un produttore di veicoli ad essere un creatore di dispositivi per la mobilità. «L'era del produttore classico di auto è finita», ha detto, aggiungendo che il gruppo deve aumentare l’enfasi sul software e sull’elettronica dei veicoli oltre che sulla produzione di una vasta gamma di veicoli elettrici e di batterie in modo da poter soddisfare le regole sempre più stringenti contro l’inquinamento.

«In buona sostanza questa è probabilmente la sfida più grande che Volkswagen ha mai dovuto fronteggiare», ha continuato Diess. Nel 2020 il gruppo cercherà di mantenere i margini di profitto mentre cercherà di ridurre i costi e aumentare la produttività soprattutto in Germania. Volkswagen infine ridurrà gli investimenti a favore delle celle a combustibile perché queste non saranno competitive con i veicoli elettrici per almeno un altro decennio.

Il gruppo Volkswagen infatti ha bisogno di accelerare nel suo vasto e miliardario programma di revisione industriale e di aggiornamento dei prodotti, ma appare molto lento. Molto più lento ad esempio dei rivali coreani, per non parlare di Toyota, che ha varato politiche di new business oltre alla mera produzione di automobili.

Infatti, mentre la marca Vw non ha ancora lanciato sul mercato la attesa Id.3, la prima elettrica a lunga autonomia della casa, che costituirà il terzo capitolo della sua storia dopo il maggiolino e la Golf, Hyundai ha già sul mercato modelli come Kona e Ioniq disponibili in versione ibrida, plug-in ed elettrica. I rivali Psa, che si sta fondendolo con Fca, dispongono già ora di 3 modelli elettrici nei concessionari (Peougeot 208, Opel Corsa e Ds3 Crossback) e di un quarto in arrivo cioè la Peugeot 2008.

Attualmente il gruppo Vw offre tre piccole elettriche (Seat mii, Vw up, e Skoda Citigo) che sono versioni aggiornate delle citycare elettriche, un suv (Audi e-tron, che però è uscito dopo la Jaguar I-pace) e la Porsche Taycan che sta facendo invece correre i numeri della casa di Zuffehausen. E gli altri modelli Bev (Battery electric Vechicle) dei marchi Audi, Seat e Skoda sono ancora in forma di concept. Il gruppo forse va piano perché ha paura di sbagliare e di non offrire prodotti all’altezza della reputazione qualitativa.

Il gruppo Vw sembra come un grosso panzer che si muove al rallentatore in un mondo che corre (forse troppo). Herbert Diess dunque sprona l’intero gruppo che con tutti i suoi marchi ha inerzie enormi e concorrenze interne tra Audi, Skoda e Seat per esempio. Tuttavia Vw non sta sbagliando target, al contrario di Nokia che nella sfida con Apple aveva sbagliato visione e strategia di investimenti: il ceo di allora, Olli-Pekka Kallasvuo puntò tutto sulle mappe digitali comprando Navteq, che poi fu acquisita come HERE da Bmw, Audi e Daimler per 2 miliardi a fronte degli oltre 8 spesi da Nokia. La finlandese non fu veloce nell’introdurre, anche per colpa dei fornitori, display touch lasciando il fianco scoperto a Samsung e ovviamente alla Apple.

Inoltre, a Nokia mancava un sistema operativo moderno, non rimpiazzò Symbian con Android ma scommise su Windows Phone. E fu la fine: Nokia fu comprata da Microsoft che finì di affondarla insieme a tutta la telefonia mobile targata Redmond.

Il gruppo Volkswagen invece non manca di tecnologie e di spinta sugli investimenti. Il gruppo ha varato un piano che sfiora i 50 miliardi di euro sull’elettrificazione e l’innovazione. La sola marca Vw sta creando a Zwickau il più grande ed efficiente stabilimento produttivo di auto elettriche del gruppo. In futuro, fino a 330.000 veicoli elettrici l’anno usciranno dalla linea di produzione, più che in qualunque altra fabbrica del gruppo.

Inoltre, al contrario di Nokia, Volkswagen dispone di tecnologie solide come la piattaforma Meb - Modularer Elektrifizierungsbaukasten - che, nata grazie ai forti investimenti stanziati dal marchio tedesco, arrivati a circa 80 miliardi di euro complessivi, oltre a essere la base della ID.3 sarà il punto centrale per arrivare all’obiettivo di vendere 15 milioni di veicoli elettrici entro il 2025 grazie agli 80 modelli elettrificati attesi nei prossimi 11 anni. Tecnologie e soldi ci sono, occorre premere l’acceleratore e sembra essere quello che Diess abbia voglia di fare.

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