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Volkswagen Polo, come va il restyling della sesta generazione

Tempo di rinnovamento per la Volkswagen Polo di sesta generazione che, a 4 anni dal suo debutto, si aggiorna per il look, la tecnologia di bordo, la sicurezza e la composizione della gamma per un modello che ha fatto la storia (oltre 18 milioni di unità dal 1975, 1,65 in Italia) e, come in altri casi, accusa la pressione dei suv, anche e soprattutto in casa. Attualmente viene costruita a Pamplona (Spagna) e a Uitenhage (Sudafrica).

di Nicola Desiderio

3' di lettura

Come sempre, la Polo segue la Golf per il look e lo stesso avviene anche oggi. Cambiano i paraurti e soprattutto i gruppi ottici. Di fronte arrivano la nuova calandra e la firma luminosa con la striscia di led sotto i fari (ora anche a matrice di led) e quella superiore che li unisce per tutta la larghezza della calandra; posteriormente le luci si allungano verso il centro del portellone acquistando le frecce direzionali e le luci di stop clik-clak, ovvero che, oltre ad intensificare la luminosità diventano verticali per attirare lo sguardo di chi segue e accorciarne il tempo di reazione. Arrivano nuovi cerchi e 4 nuove tinte per la carrozzeria con la possibilità di avere il tetto nero a contrasto per alcune versioni.
Dentro troviamo superfici più morbide, una plancia meglio imbottita e nuovi rivestimenti e la plancia diventa tutta digitale per tutte le versioni. La strumentazione ha un pannello da 8 o da 10,25 pollici mentre al centro ci sono gli schermi da 6,5”, 8” o 9,2” dei sistemi infotelematici di nuova generazione. Ora hanno un modulo di connessione autonoma, si aggiornano over-the-air, hanno Android Auto e Carplay wireless, permettono di collegarsi a distanza tramite app e possono essere integrati di funzioni ulteriori (navigazione compresa) direttamente online. C'è anche la ricarica a induzione per lo smartphone e il climatizzatore (anche bizona) ha un nuovo panello comandi a sfioramento.

Aggiornamenti di rilievo anche per la sicurezza. Le cinture di sicurezza hanno pretensionatori doppi e c'è l'airbag centrale che protegge meglio i passeggeri anteriori in caso di urto laterale. Tutti i sistemi di ritenuta vengono preallertati in caso di rischio di incidente e, in tale malaugurato caso, interviene la frenata anti collisione multipla. La guida assistita di livello 2, ulteriormente perfezionata per la precisione e la gradualità di intervento, può essere attivata con un pulsante sul volante ora dotato di sensori capacitivi in modo da avvertire il grado di presenza del guidatore attraverso il tocco, senza bisogno di movimenti. La frenata autonoma incorpora la funzione city stop e il mantenimento attivo delle corsie interviene se c'è un veicolo nell'angolo cieco.

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I motori sono tutti a 3 cilindri mille a benzina. Si parte con l'unità aspirata ad iniezione indiretta da 80 cv con cambio manuale a 5 rapporto per proseguire con le due turbo ad iniezione diretta: da 95 cv che offre a scelta il cambio DSG doppia frizione a 7 rapporti, unica opzione si sceglie la variante da 110 cv (195 km/h, 0-100 km/h in 10,4 s.). Rimane in gamma la versione TGI a metano da 90 cv con cambio a 6 rapporti. I serbatoi da 13,8 kg riducono il bagagliaio da 351 a 271 litri, ma permettono una diminuzione della CO2 di almeno il 18%. Il consumo dichiarato è di 5,6-5,9 m3/100 km e l'autonomia è di circa 350 km, ma nel caso c'è il serbatoio d'emergenza per la benzina da 9 litri. Al momento vale un terzo delle vendite di Polo in Italia.

Dunque abbiamo guidato questa e la versione da 95 cv. Nessuna sorpresa per il comportamento stradale, improntato al comfort, alla facilità e alla compotezza di guida. La Polo è un'auto rilassante, dotata di uno sterzo preciso e di freni che rispondono sempre a tono. Il cambio a 5 rapporti si manovra bene, ma consigliamo di spendere 1.500 euro per il DSG che aggiunge il riposo al piede sinistro, ma soprattutto permette un utilizzo più ampio con 2 rapporti in più ed esalta le doti del 3 cilindri sottraendogli le inevitabili piccole inerzie che questo frazionamento comporta. La versione a metano è ancora più silenziosa, ma è un po' meno brillante per i 130 kg in più, i 5 cv in meno e una coppia meno favorevole (160 Nm tra 1.800 e 3.800 giri/min invece di 175 Nm tra 1.500 e 3.600 giri/min).

Cambia infine l'articolazione della gamma. L'allestimento base costa 18.700 euro, con 1.500 euro in più si passa alla Life (che riguarderà il 40% delle vendite) con e con altri 1.800 si fa il salto verso lo Style o lo R-Line: hanno pari prezzo, ma uno guarda più alla dotazione e al comfort, l'altro ha un look più accattivante e sportivo. La versione TGI a metano parte da 20.750 euro, la GTI chiede 29.500 euro. Apparentemente, l'aumento dei listini è consistente, in realtà, a pari dotazione, per il cliente c'è un lievissimo (100 euro) vantaggio cliente che aumenta (dal 10% al 33%) se si opta per i pack che permettono di completare ogni allestimento di questa nuova Volkswagen Polo 6.2.

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