ANNI SETTANTA

Volkswagen-Porsche 914, festeggia cinquanta anni la sportiva incompresa

di Falzoni Gallerani


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3' di lettura

Non si è mai capito bene perché la Porsche abbia deciso, alla fine degli anni '60, di dismettere la 912; c'è chi dice sia stato perché le sue prestazioni erano troppo vicine a quelle della 911T, la versione d'accesso alle 911 che in quegli anni la casa aveva lanciato; ma è una tesi che non ha molto senso poiché, anche se è vero che sulla carta esse non erano così lontane, il modo di andare di un sei cilindri non potrà mai essere neppure avvicinato con un quattro (e questo neanche oggi cara Porsche). È vero anche che i costi di produzione molto elevati, corollario inevitabile di una qualità costruttiva superiore alla media, non consentivano di tenere il prezzo di vendita della 912 ad un livello accessibile ad un pubblico molto più ampio di quello della sei cilindri non riuscendo, in Italia, a scendere sotto la soglia psicologica dei tre milioni di lire.

Comunque il suo posto in gamma non fu lasciato libero ma venne occupato da un nuovo modello, la 914, costruita in collaborazione con la Volkswagen che aveva pensato, in tal modo, di dare un'erede alla famiglia della Karmann Ghia: ne venne fuori un progetto valido e moderno, una macchina personale, ed anche performante quando meccanizzata Porsche, ma che incontrò, specialmente in Europa, un successo commerciale inferiore alle aspettative.
Il motivo, essenzialmente, fu che non si riuscì mai ad offrire anche lei ad un prezzo allettante, neppure nella versione motorizzata Volkswagen che veniva a costare, nel 1970, esattamente la stessa cifra della Alfa Romeo 1750 Spider in grado di offrire prestazioni capaci di 'sverniciare' la concorrente germanica in ogni occasione grazie ai quaranta cavalli in più erogati dal suo motore.

Molti clienti evitavano quindi qualsiasi sfida semaforica e, per darsi un tono, piazzavano marchietti Porsche dove non dovevano esserci; tutti stratagemmi che non potevano nascondere le prestazioni da Volkswagen della loro macchina; come c'era da aspettarsi, d'altronde, visto che essa sfoggia un gruppo motopropulsore preso pari pari dalla berlina 411 pur se montato alla rovescia e cioè all'interno del passo con il cambio dietro al motore; una disposizione che si porta dietro nello stesso tempo un'ottimale distribuzione dei pesi ed una manovrabilità del cambio piuttosto problematica.
Ma non c'erano solo difetti a caratterizzare questa vettura molto più Porsche che Volkswagen: tenuta di strada straordinaria, buon comfort per una sportiva, bassi consumi ed infine una linea che, se allora sollevò qualche sopracciglio, oggi non si può che riconoscere sia molto elegante priva come è di sovrastrutture in plastica, particolarmente proporzionata e, ciò che non nuoce, dichiaratamente sportiva.
Spieghiamo ora perché abbiamo detto che la 914 è più Porsche che Volkswagen nonostante la versione 914-6 mossa dal motore due litri a sei cilindri da 110 CV della 911T sia rarissima; perché tutto, tranne il propulsore delle quattro cilindri, è Porsche: pianale, sospensioni anteriori, freni, sterzo e commercializzazione; e ancor di più a partire dal 1973 quando la VW si ritira dall'accordo produttivo e la Porsche prosegue da sola supervisionando la produzione che continua presso la Karmann con due nuove versioni : una 1,8 da 85 CV ed una riuscitissima due litri a quattro cilindri da 100 CV (motore della VW 412 LE) con prestazioni di poco inferiori a quella della fantastica ma poco venduta 914-6 che, per questo, era stata tolta di produzione già nel 1972.

Con queste ultime motorizzazioni, invece, la 914 rimane in listino Porsche fino al 1975 quando si mise la parola fine dopo poco meno di 119.000 esemplari venduti; una cifra, comunque, non disprezzabile per un modello certamente poco curato sia da Stoccarda sia, ancor di più, da Wolfsburg; ed è stato un peccato anche perché questa macchina dimostrò di avere un'anima sportiva di elevatissimo spessore: si pensi che conquistò un sesto posto assoluto alla 24 Ore di LeMans ed il secondo assoluto alle 6 Ore di Watkins Glen (USA) nel 1970; dimostrando, inoltre, la sua eccezionale qualità intrinseca vincendo la 84 Ore del Nürburgring, la durissima Maratona della Strada, nello stesso anno.
Oggi la VW Porsche 914 è una proposta molto allettante per una serie di motivi; ne elenchiamo i due principali: innanzitutto di belle ne sono rimaste pochissime e permettono, quindi, di distinguersi in positivo in qualsiasi contesto ed inoltre hanno una quotazione ancora bassa (le quattro cilindri): sul mercato europeo, dove è più facile trovarle, non si superano i venticinquemila Euro per un esemplare molto bello; le 914-6 sono invece già oltre i settantamila; concordiamo che le quattro cilindri non raggiungeranno mai questo 'status' ma il divario, in particolare per le due litri 100 CV, è destinato secondo noi a ridursi.

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