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Volkswagen Touareg, il suv diventa un’ammiraglia

di Massimo Mambretti

3' di lettura

La terza serie della Touareg più che l’ammiraglia delle suv marchiate Volkswagen è un suv-ammiraglia. Non è quindi casuale che sia stata svelata a Pechino. Infatti, la passione per le auto lussuose c’è sempre stata nella numerosa schiera di milionari cinesi, va di pari passo con quella per i suv di grossa taglia di analogo livello e, soprattutto, le previsioni indicano che nei prossimi cinque anni le vendite di questi modelli raddoppieranno. Ecco, perché alla Volkswagen non usano giri di parole e definiscono ammiraglia la nuova Touareg anche se, di fatto, porta quasi al completamento l’offensiva suv lanciata da Wolfsburg un paio d’anni fa. Per la cronaca, il cerchio si chiuderà fra qualche mese con la compatta T-Cross.

Ma passiamo alla radiografia della nuova Touareg, che si basa sull’architettura Mlb Evo che già sostiene l’Audi Q7, la Bentley Bentayga, la Lamborghini Urus e la Porsche Cayenne. Si pone al vertice della famiglia Volkswagen non solo con la robusta corporatura, evidenziata tanto dalla lunghezza che ora arriva a 4,88 metri e dalla larghezza che sfiora i 2 metri, ma anche con una serie tecnologie, dotazioni e finiture che sono tipiche delle berline più lussuose. Formalmente è (quasi) la copia conforme della T-Prime Concept Gte, svelata un paio di anni fa al salone di Pechino. Ha una linea autorevole, oltre che più slanciata rispetto alla precedente Touareg, nella quale spiccano la massiccia griglia cromata del radiatore simile a quella della Arteon che percorre tutto il frontale e integra i fari Led Matrix intelligenti, le possenti spalle originate dalla marcata linea di cintura e il profilo sportiveggiante, impresso dal padiglione spiovente.

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Inoltre, porta alla ribalta tante soluzioni hi-tech. In particolare spicca l’Innovision Cockpit. È di serie per alcune versioni e optional per altre e coniuga sotto un’unica superficie vetrata curva il display da 12” della strumentazione e quello centrale touchscreen da 15” del sistema d’infotainment. Sebbene abbia dimensioni da personal computer, è un tablet configurabile e utilizzabile come un tablet. Il sistema racchiude quasi tutti i comandi dei vari servizi, tanto da porre fra i fisici soltanto quelli dedicati alla configurazione vettura, alle sospensioni attive e al volume dell’impianto hi-fi. L’Innovision Cockpit si integra armoniosamente nel raffinato arredamento e imprime all’ampio ambiente un’atmosfera non solo hi-tech, ma anche spettacolare e coinvolgente pure per i passeggeri. A chi guida sono, invece, riservati l’head up display e il Night Vision, che interagisce anche con la fanaleria, al debutto in casa Volkswagen.

Ma la personalità tecnologica della nuova Touareg è determinata anche dal consistente carico di avanzati dispositivi destinati al confort, al sostegno alla guida e alla sicurezza che sono gestiti da una sola centralina, che ne ottimizza l’entrata in funzione in base alle necessità e alle condizioni di marcia. A questi sono dedicati anche altre sistemi opzionali celati sotto le vesti come il retrotreno sterzante, la compensazione elettromeccanica del rollio che porta in dote un impianto a 48V, le sospensioni pneumatiche e il pacchetto per l’offroad impegnativo. Un impiego per i nostri gusti impensabile, ma che le precedenti Touareg hanno svolto in molte parti del mondo e sottolineato con diverse affermazioni nella Dakar.

La nuova Touareg da noi sarà commercializzata all’inizio dell’estate nelle versioni turbodiesel spinte dalle declinazioni da 231 e 286 cv del nuovo V6 di 3 litri, tutte a trazione integrale e con il cambio automatico a otto marce. Si potrà scegliere fra quattro allestimenti: Atmosphere, Elegance, R-Line ed Executive. Nei mesi successivi arriverà anche un’ibrida plug-in da 367 cv, ma solo dopo la commercializzazione in Cina. Tanto per tornare al punto di partenza.

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