Trasporto low cost

Volotea, sindacati all’attacco Azienda: legge rispettata

L'accusa di dumping contrattuale. Anpav e Uiltrasporti hanno proclamato il primo sciopero della compagnia in Italia. La società: «dipendenti soddisfatti»

di Gianni Dragoni


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Volotea è guidata dal fondatore Carlos Munoz. Nel 2019 ha servito 80 destinazioni

3' di lettura

I sindacati accusano Volotea, la compagnia spagnola ultralow cost, di «dumping contrattuale». Cioè di tenere condizioni di impiego e buste paga dei dipendenti in Italia sotto i minimi in Europa.«L’azienda va bene. Ma ancora dopo sette anni si rifiuta di fare un contratto collettivo di lavoro. Gli assistenti di volo sono gestiti attraverso norme interne dell’azienda, che di tanto in tanto vengono modificate arbitrariamente. I trattamenti economici sono i più bassi d’Europa. Non ci sono incrementi per anzianità, eventuali aumenti sono decisi dall’azienda in maniera unilaterale» afferma l’Anpav, il sindacato autonomo degli assistenti di volo, che ha proclamato uno sciopero di 4 ore per il 14 gennaio. Lo sciopero è stato proclamato anche da Uiltrasporti, esteso ai piloti. La compagnia in Italia ha 500 dipendenti, sui 1.300 totali. L’azienda è guidata dal fondatore Carlos Munoz, imprenditore di successo nel trasporto aereo. Dopo aver lanciato Vueling, ceduta al gruppo Iag, Munoz ha inventato Volotea, che opera dal 2012. È «la compagnia delle medie e piccole destinazioni in Europa» con 6,6 milioni di passeggeri nel 2018 (+36%) e almeno 7,7 milioni stimati nel 2019. Nel 2019 ha servito oltre 80 destinazioni europee, in 13 paesi. Ha 36 aerei, Airbus 319 e Boeing 717.

In Italia ci sono cinque basi: Venezia la più importante, seguita da Palermo. Poi Verona, Genova, Cagliari. Quest’anno è prevista l’apertura di Napoli. Secondo i dati Enac, nel 2018 Volotea è stata l’ottava compagnia in Italia per passeggeri, 3,13 milioni totali (+7,5%), davanti ad Air France. L’Anpav sostiene che «per non avere a che fare con il sindacato, la compagnia ha deciso di non fare accordi per regolare la forte stagionalità. Molti assistenti di volo, assunti a tempo indeterminato, lavorano solo 5 mesi all’anno, con una paga che con 80 ore di volo può arrivare a 750 euro netti al mese. Negli altri mesi non guadagnano nulla, né possono volare con altre compagnie, perché sono legati a Volotea».

Per il segretario nazionale Uiltrasporti, Ivan Viglietti, «i piloti e gli assistenti di volo Volotea sono fra i più svantaggiati in Italia ed in Europa». Almudena Corbella, Chief people officer di Volotea, ha detto al Sole 24 Ore che «l’azienda non vuole un contratto collettivo, ma ha incontri periodici con il sindacato per informare sull’attività e si preoccupa della soddisfazione dei dipendenti, che è elevata. Ci sono limiti di legge in Italia all’assunzione di lavoratori a termine che l’azienda rispetta. Le retribuzioni sono quelle che l’azienda può sostenere. In media gli assistenti di volo lavorano 40 settimane all’anno, la retribuzione media oscilla tra i 1.200 e i 1.800 euro lordi al mese». Altra contestazione dei sindacati, i riposi. «Volotea non rispetta la normativa. Se il volo arriva in ritardo dopo mezzanotte e il giorno successivo è di riposo, l’azienda lo considera comunque riposo». L’elenco delle contestazioni è stato ripetuto in un incontro al ministero del Lavoro il 27 dicembre da Carlo Amati dell’Anpav. L’azienda era rappresentata dal direttore del personale Italia, Cecilia Santos. Secondo il «verbale di mancato accordo» dell’incontro «la compagnia ha dichiarato che intende mantenere delle cordiali relazioni con tutti i sindacati, in tal senso si è dichiarata disponibile a promuovere incontri specifici al fine di informare la controparte sindacale sull’andamento complessivo dell’attività aziendale e sui programmi. Tuttavia, ha ribadito che la natura di detti incontri è meramente informativa/consultiva e non di concertazione».

Nel 2018 Volotea ha aumentato i ricavi del 29% a 396,1 milioni di euro e l’utile operativo del 63% a 13,6 milioni. «Siamo molto soddisfatti dei risultati, che dimostrano una crescita continua» ha commentato Munoz. Secondo i sindacati «Munoz ciclicamente asserisce di non essere nelle condizioni di negoziare il contratto perché Volotea è ancora una start up. Ma come si fa a chiamare start up un’azienda che opera da sette anni?». L’azienda dice: «Rispettiamo la Costituzione e la legge italiana».

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