credito

Volumi tripli per i prestiti a medio-lungo

di L.Or.

default onloading pic


3' di lettura

La crescita è ininterrotta dallo scorso febbraio ma ora i volumi iniziano a lievitare in modo significativo. Lo scatto dei prestiti a medio-lungo termine di dicembre replica l’impennata del mese precedente, che già aveva creato un’increspatura evidente nei grafici, con risultati analoghi ritrovabili solo tornando a ritroso nel tempo fino al 2008. Le nuove operazioni di finanziamento segnalate da Banca d’Italia, pari nel mese a 38,1 miliardi, sono in realtà in frenata rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A cedere è però solo l’area a breve termine (largamente maggioritaria nei volumi), mentre per ciò che appare collegato agli investimenti si registra un balzo corale.

Nei prestiti tra 1 e 5 anni i volumi mensili lievitano infatti a 2,12 miliardi, il triplo rispetto allo stesso mese del 2015, come a novembre. Per le operazioni oltre il milione di euro si tratta del massimo da aprile 2008, volumi mensili che da soli valgono quanto richiesto dalle aziende nell’intero periodo agosto-dicembre 2015.

Scatto analogo vi è anche per le operazioni ancora più dilatate nel tempo, i prestiti oltre i cinque anni. Qui i volumi salgono a 1,42 miliardi, più del doppio rispetto al periodo corrispondente. Per la “taglia” oltre il milione di euro (1 miliardo le richieste delle aziende nel mese) si tratta del top da dicembre del 2008. Nel bilancio annuale, le nuove operazioni a medio-lungo termine valgono 23,3 miliardi, il doppio rispetto all’anno precedente.

Osservando gli stock, che tengono conto sia delle nuove “accensioni” che delle operazioni scadute e dunque uscite dal perimetro, l’area di prestiti tra 1 e 5 anni è in effetti la sola a crescere nelle rilevazioni di Banca d’Italia, lievitando in un anno a quota 160,4 miliardi, quasi 14 in più rispetto al dicembre del 2015. I segnali in arrivo dalle aziende mostrano una ritrovata effervescenza del mercato in particolare per gli investimenti in macchinari e attrezzature, rilanciati anche dai bonus fiscali previsti per i beni di Industria 4.0.

Iperammortamento, superammortamento e Sabatini- bis potenziata per i beni tecnologici (il 20% della provvista totale fornirà contributi pari al 3,57% rispetto al 2,75% standard) si innestano poi all’interno di un quadro di mercato quanto mai conveniente dal lato dei prezzi, listini difficilmente replicabile a lungo nel futuro.

A dicembre i tassi di interesse medi per le nuove operazioni delle imprese sono stati pari all’1,54%, due punti base in meno rispetto a novembre. In un anno la discesa è stata di quasi 40 punti base, minimi storici che portano i costi per le nostre aziende addirittura al di sotto dei livelli tedeschi. Per i prestiti inferiori al milione di euro l’imprenditore italiano oggi paga il 2,27% rispetto al 2,4% di Berlino; per le operazioni oltre il milione di euro siamo a quota 1,12%, 25 punti base in meno rispetto alla Germania. Allo sportello, dunque oggi lo spread c’è, ma a nostro favore.

Segnali di parziale stabilizzazione arrivano anche dal lato delle sofferenze, che ormai da alcuni mesi per il settore manifatturiero in senso stretto sono in riduzione.

I 33,9 miliardi di ottobre sono scesi infatti per società non finanziarie e famiglie produttrici a quota 33,66 miliardi il mese successivo, per ridursi ancora a 33,52 miliardi alla fine del 2016: piccoli passi che in un anno hanno comunque prodotto un calo di 3,5 miliardi. Problemi ancora irrisolti invece per il comparto delle costruzioni (44 miliardi di sofferenze, lo stesso livello di dicembre 2015) e per il settore immobiliare, dove i crediti a rischio in 12 mesi lievitano a 24,3 miliardi, 3,6 miliardi in più.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti