discorso sullo stato dell’Unione

Von der Leyen: «Migranti, riforma del diritto di asilo in vista. Il 30% del Recovery Fund dai Green bond»

“Vogliamo diventare il primo continente neutro entro il 2050, ma non ce la faremo con questo status quo, quindi dobbiamo essere più rapidi” ha sottolineato la presidente della Commissione europea

dal nostro corrispondente Beda Romano

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(Epa)

“Vogliamo diventare il primo continente neutro entro il 2050, ma non ce la faremo con questo status quo, quindi dobbiamo essere più rapidi” ha sottolineato la presidente della Commissione europea


3' di lettura

Bruxelles - In un atteso discorso sullo Stato dell'Unione, il primo del suo mandato, la presidente della Commissione europea ha voluto qui a Bruxelles mercoledì 16 settembre cavalcare le incertezze provocate dalla crisi sanitaria e dallo sconquasso economico per rilanciare il processo di integrazione comunitaria. Tra le altre cose, Ursula von der Leyen ha aperto la porta a nuove collaborazioni europee nel campo della salute, un settore che in questi decenni è rimasto gelosamente in mani nazionali.

“È chiaro che dobbiamo discutere la questione delle competenze sanitarie”, ha detto la signora von der Leyen. “Penso sia un compito nobile e urgente farlo nell'ambito della Conferenza sul futuro dell'Europa”, un nuovo consesso che dovrebbe durare due anni. La presidente della Commissione ha spiegato di volere prima di tutto rafforzare istituzioni comunitarie già esistenti, come l'Ema (l'Agenzia europea del farmaco) e l'Ecdc (il Centro europeo di controllo e prevenzione delle malattie).

Nel 2021 un vertice sulla Salute in Italia

L'epidemia influenzale scoppiata questa primavera ha confermato che i virus non conoscono frontiere e che riunire a livello centrale le competenze nazionali nel settore della salute è indispensabile per lottare insieme contro le malattie. Il tema rischia di essere controverso in alcuni paesi gelosi delle loro competenze in questo campo. Ciononostante, la signora von der Leyen ha annunciato che nel quadro del G-20 l'Italia ospiterà nel 2021 un vertice mondiale dedicato alla salute. L’evento preannunciato da von der Leyen servirà a “dimostrare che l'Europa c'è per proteggere” i cittadini.

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“Onorevoli deputati, per la prima volta e in tempi eccezionali l'Europa ha creato nuovi strumenti da associare ai bilanci nazionali. Questo è un momento straordinario nella storia dell'Unione”, ha notato la presidente della Commissione, riferendosi alla scelta dei Ventisette di creare nuovo debito comune.

Obiettivo taglio emissioni del 55% entro il 2030

“L'Europa è determinata a utilizzare questa transizione per costruire il mondo in cui vogliamo vivere”, ha aggiunto, lasciando intendere che la crisi nasconde opportunità.-In questo senso, l'esecutivo comunitario si ripromette di cavalcare la transizione ambientale e la rivoluzione digitale. La signora von der Leyen ha confermato che Bruxelles vuole aumentare l'obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2030 dal 40 al 55% almeno. Nel contempo ha aggiunto che il 30% del 750 miliardi di euro che dovrà raccogliere sui mercati nell'ambito del nuovo Fondo per la Ripresa sarà finanziato con obbligazioni verdi. Infine, il 37% dei progetti finanziati dal Fondo deve essere verde.

Sul fronte dello stato di diritto, la signora von der Leyen si è espressa contro “qualsiasi ammorbidimento” nel difendere le regole della democrazia nell'Unione europea. Nello stesso tempo, tuttavia, è sembrata allinearsi alla scelta dei Ventisette di condizionare i fondi comunitari esclusivamente alla necessità di “proteggere il bilancio” da frodi e altre azioni criminali. Il Parlamento, che deve approvare il bilancio, insiste invece per maggiore incisività.

Riforma del diritto di asilo in vista

Quanto all'immigrazione, tema che in questi anni ha creato spaccature storiche tra i Ventisette, la presidente von der Leyen ha preannunciato che presenterà una nuova proposta sul diritto d'asilo la settimana prossima. I paesi più esposti “devono poter contare sulla solidarietà di tutta l'Unione europea”. Sul tavolo vi è ancora una volta una qualche forma di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti l'asilo. Finora alcuni paesi dell'Est Europa si sono rifiutati.Sempre nell'ottica di una maggiore integrazione, l'ex ministra tedesca ha infine esortato all'abbandono della regola dell'unanimità in politica estera, un vecchio cavallo di battaglia dei suoi predecessori alla guida della Commissione. “Quando sento gli Stati membri dire che l'Europa è troppo lenta, rispondo loro di essere coraggiosi e finalmente passare al voto a maggioranza qualificata, almeno per quanto riguarda i diritti umani e l'attuazione di sanzioni internazionali”.

Critiche alla linea Johnson sulla Brexit

“Di fronte alla crisi, alcuni in tutto il mondo scelgono di ritirarsi (...) l'Europa invece sceglie di tendere la mano”, ha concluso la signora von der Leyen, riferendosi con ogni probabilità all'isolazionismo degli Stati Uniti presieduti da Donald Trump. Nello stesso modo, ha criticato senza mezze parole l'atteggiamento del premier Boris Johnson che minaccia nei fatti di non rispettare il trattato di divorzio che il Regno Unito ha firmato con Bruxelles nel 2019.

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