Piano di ripresa

Von der Leyen attesa a Roma il 22 giugno, verso via libera al Pnrr italiano

La presidente dell’esecutivo Ue inizia il suo «tour» per via libera ai Recovery plan nazionali. Si comincia il 16 con Spagna e Portogallo

Il Recovery plan di Draghi: ecco cosa prevede

2' di lettura

La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, sarà in missione a Roma il 22 giugno per esprimere l’opinione di Bruxelles sul piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (Pnrr). Il viaggio rientra nel tour delle capitali programmato da von der Leyen per consegnare ai capi di governo il parere della Commissione. La tappa italiana dovrebbe essere annunciata ufficialmente alla fine di questa settimana, a ridosso delle prime visite della leader Ue. Il «Recovery tour» prenderà il via mercoledì 16 giugno, con tappe in Spagna e Portogallo, il 17 sarà in Grecia e Danimarca, mentre il 18 si sposterà in Lussemburgo.

Il via libera ai Pnrr e i prossimi step per i fondi europei

La tournée di von der Leyen scandirà il via libera formale della Commissione ai piani sottoposti da singoli Paesi per avere accesso alla propria quota di fondi da Next Generation Eu, il maxi-fondo da 750 miliardi di euro per il rilancio dell’economia continentale dalla crisi del Covid. I governi erano tenuti a inviare a Bruxelles entro lo scorso 30 aprile un programma di investimenti, anche se si tratta di una scadenza indicativa: la maggioranza dei Paesi hanno inviato i propri documenti fra maggio e giugno e la stessa Italia ha sottoposto formalmente il Pnrr con un giorno di ritardo.

Loading...

L’esecutivo comunitario avrebbe due mesi di tempo per esprimere la sua valutazione, ma sta accelerando per arrivare all’erogazione dei primi fondi entro il luglio dell’anno in corso. Con lo schema di Next Generation Eu, l’Unione emetterà per la prima volta nella sua storia debito comune, con saldo previsto nel 2058. L’Italia è intestataria di una delle quote più significative di risorse in arrivo da Bruxelles, con un pacchetto di oltre 200 miliardi che include i 191,5 miliardi assegnati all’Italia dal Recovery and resilience facility (il dispositivo di ripresa e resilienza, architrave di NEGU con i un fondo di 672,5 miliardi di euro). Le linee guida fissate da Bruxelles prevedono che ogni Paese debba destinare una quota di almeno il 37% delle risorse alla Transizione ecologica e del 20% alla digitalizzazione, smaltendo il resto delle finanze a favore di altri settori.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti