incontro a bruxelles

Von der Leyen al bivio: a Gentiloni commercio o affari economici

Sul tavolo anche il portafoglio per la concorrenza, cui però ambirebbe la candidata francese Goulard

di Gerardo Pelosi

Paolo Gentiloni: ecco il profilo del nuovo commissario europeo

Sul tavolo anche il portafoglio per la concorrenza, cui però ambirebbe la candidata francese Goulard


2' di lettura

L’incognita verrà sciolta martedì prossimo. Solo allora, dopo un ultimo giro di consultazioni tra tutti gli Stati membri, si conoscerà il portafoglio che verrà assegnato al candidato italiano, l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, l’uomo cui è affidata la delicata missione di ricucitura dei rapporti con Bruxelles. Un bilaterale di un’ora ieri mattina tra la nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e Gentiloni è servito per un primo giro d’orizzonte sui rapporti tra il nuovo Governo giallo-rosso e i palazzi di Bruxelles dopo mesi di scontri e polemiche. Nulla è trapelato sull’esito dell’incontro al di là del clima di amicizia e cooperazione. Fonti europee fanno solo rilevare che «l’Italia è un Paese di grande peso e può certamente aspettarsi un portafoglio importante, ma niente è deciso fino a quando tutto è deciso».

La presidente vuole chiudere le ultime tessere del mosaico tenendo conto dell’equilibrio tra Paesi, famiglie politiche, competenze e caratura dei singoli candidati. Un gioco ad incastri che potrebbe nascondere anche qualche sorpresa. Il portafoglio degli Affari economici dato a un Paese come l’Italia che negli ultimi mesi ha evitato per un soffio due procedure di infrazione per deficit eccessivo potrebbe essere vista con una certa perplessità dai Paesi più rigoristi come Germania e Finlandia. C’è però da dire che il commissario uscente per gli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, non ha mai preso decisioni a favore del suo Paese, la Francia, anzi. Affidare a Gentiloni quel portafoglio costringerebbe quindi l’Italia a piegarsi più facilmente alle regole europee e rientrare gradualmente nei binari della disciplina fiscale.

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C’è poi la questione politica perché quel portafoglio dovrebbe toccare alla famiglia socialista e con Gentiloni il principio verrebbe rispettato. Una discreta ma efficace opera di mediazione in queste ore è quella che sta svolgendo il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che già era riuscito a strappare alla von der Leyen una proroga di alcuni giorni sulla deadline del 26 agosto per la presentazione del candidato italiano alla Commissione. Al portafoglio degli Affari economici guarderebbe con un certo interesse anche l’ex ministra delle Finanze finlandese, la socialdemocratica Jutta Urpilainen così come l’ex ministro delle Finanze e degli Esteri belga Didier Reynders. Si era diffusa anche la voce che a Gentiloni potrebbe andare la Concorrenza che però spetterebbe alla francese Sylvie Goulard.

In alternativa agli Affari economici a Gentiloni potrebbe andare il Commercio internazionale, portafoglio non meno strategico per gli interessi italiani che lo vedrebbe in prima persona affrontare i rapporti con l’America di Trump e la Cina. Diverso è il discorso sulla vicepresidenza. La von der Leyen vuole ridurne il numero e attualmente ha indicato solo tre vicepresidenti (Timmermans, Borrell, Vestager). Affidare una vicepresidenza all’Italia porterebbe i Paesi di Visegrad, soprattutto la Polonia a rivendicare analogo riconoscimento.

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