CREATO PER ETICA SGR

Votare con il portafoglio per un'economia più green e attenta al sociale

Crescono domanda e offerta di prodotti finanziari ESG ma anche i rischi di green e socialwashing

3' di lettura

Esg - Environmental, Social e Governance - è l'acronimo che indica le tre dimensioni della finanza sostenibile. La E per tutto ciò che è legato ad ambiente, risorse naturali e agli impatti sul pianeta. La S coinvolge temi articolati quali i diritti dei lavoratori, i rapporti tra imprese e fornitori, la salute, la sicurezza sul lavoro, i diritti umani, le politiche di inclusione e la libertà di espressione. Infine, la G richiama la gestione dell'impresa, con riferimento alle tematiche organizzative, alle procedure interne e ai meccanismi di controllo.

Il combinarsi di crisi finanziarie, guerra, pandemia, climate change, trend demografici, ha fatto crescere l'attenzione da parte delle persone per gli impatti ambientali, sociali e di governance nelle proprie scelte di consumo (in generale) e dei propri investimenti (in particolare). In secondo luogo, l'Unione Europea ha fornito un contributo fondamentale, dando vita a una normativa che vede la finanza come lo strumento principe per orientare i capitali verso business responsabili nel quadro di uno sviluppo economico sostenibile.

Nel 2020 gli investimenti finanziari sostenibili costituivano circa il 36% degli attivi globali in gestione, per un valore complessivo di circa 35 mila miliardi di dollari, più̀ che doppio rispetto al 2016 (fonte Global Sustainable Investment Alliance). Dal 10 marzo 2021, entrata in vigore del Sfdr (Sustainable Finance Disclosure Regulation, Ue) sull'informativa sulla sostenibilità nei servizi finanziari, è esploso il numero di fondi tradizionali che hanno assunto una veste ESG. Morningstar ha stimato che centinaia di strategie siano state riproposte o abbiano cambiato nome per essere classificate sotto gli articoli 8 o 9 della normativa che identificano gli investimenti sostenibili. A fine dicembre questi fondi avevano già superato i 4 mila miliardi di euro, il 42,4% del mercato europeo. Un trend che è cresciuto nel 2022.

Diversi studi hanno convalidato che, sebbene l’incorporazione di criteri Esg finanziariamente rilevanti in una strategia aziendale possa comportare un costo fisso a breve termine, il mercato sembra premiare le società che hanno adottato misure per migliorare le pratiche ESG (fonte MSCI e Refinitiv).

L'impennata dell'offerta sostenibile, tuttavia ha aumentato i timori di green e socialwashing di fronte ad annunci roboanti di grandi aziende. Uno studio di Accenture ha rivelato che solo il 9% delle aziende europee è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi entro il 2050.

Si tratta di pratiche su cui gli investitori sollecitano una maggiore trasparenza anche perché si ripercuotono negativamente sulla reputazione dei brand e sulla relazione con clienti e dipendenti (fonte Harvard Business Review). Con una maggiore disclosure, gli investitori saranno in grado di collegare più concretamente il rischio sociale alle valutazioni anche utilizzando quadri di riferimento come gli Obiettivi ONU di sviluppo sostenibile.

La transizione giusta e la centralità del sociale sono le frontiere di Etica Obiettivo Sociale, la nuova soluzione di investimento a gestione attiva proposta da Etica Sgr, società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica. Il fondo investe in un'economia che prende in considerazione la dignità nel lavoro, i diritti umani e dei lavoratori, la coesione sociale e la giustizia sociale ed è pensato per il risparmiatore che desidera cogliere le opportunità dei mercati azionari internazionali bilanciandole con una solida base obbligazionaria, nel rispetto di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG).

Il fattore S, anche negli investimenti, è nel Dna di Etica Sgr che, in qualità di investitore responsabile, si confronta dal 2000 con i top manager e vota nei board per adottare comportamenti sostenibili in linea con l'Accordo di Parigi del 2015 che ha sancito un principio preciso: la transizione deve essere green ma anche “giusta” da un punto di vista sociale.

La selezione negativa di Etica Sgr esclude dagli investimenti dei fondi società coinvolte in settori come per esempio petrolio, carbone, pesticidi, gioco d'azzardo, produzione di armamenti. Fuori dai portafogli anche i titoli emessi da Stati che prevedono la pena di morte o non garantiscono le libertà civili, di stampa e i diritti politici.

La selezione positiva di Etica Sgr dice sì all'opportunità di investire nei Paesi più virtuosi e nelle aziende più attente al rispetto dei diritti umani, alla qualità del lavoro, alla gestione della catena di fornitura e all'impatto sulla collettività dei prodotti e servizi offerti, oltre ad avere buone prassi di corporate governance. Gli emittenti sono analizzati e valutati secondo specifici parametri, anche rispetto al rischio reputazionale legato a temi ESG. Solo chi supera tutti gli step entra nell'Universo Investibile dei fondi.

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