in parlamento

Voti di fiducia, governo gialloverde a quota otto. Ma il record è dell’esecutivo Renzi

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


La Camera vota sì alla fiducia sul decreto sicurezza

1' di lettura

Con la fiducia incassata oggi sul decreto fiscale alla Camera e sul ddl anticorruzione al Senato salgono a quota 8 i voti di fiducia ascrivibili al governo Conte, a partire dal suo giuramento nel giugno di quest’anno. Di questi, in base ai dati di Open Parlamento, due riguardano l’esecutivo al momento del suo insediamento e altri sei attengono a provvedimenti sui quali il governo ha ritenuto necessario porre la questione di fiducia.

Governo gialloverde a quota 8
Malgrado il M5s abbia sempre criticato i governi precedenti per un ricorso eccessivo al voto di fiducia, va registrato un utilizzo sempre più frequente a questo strumento negli ultimi mesi da parte dell’esecutivo gialloverde. Non c’è solo il doppio voto di fiducia odierno, ma la fiducia posta alla Camera sulla legge di bilancio il 7 dicembre, quella sul decreto sicurezza sia a Montecitorio che a palazzo Madama lo scorso novembre e quella sul decreto Milleproroghe a settembre.

Il record del governo Renzi
Se si guarda però ai primi sei mesi di attività, i precedenti governi Renzi e Gentiloni hanno registrato numeri più alti. Considerando sempre anche la fiducia incassata al momento dell’insediamento, l’esecutivo Renzi (dal febbraio all’agosto 2014) registra il record di 18 voti di fiducia, dal Jobs act alla riforma Madia della Pa. Mentre l’esecutivo Gentiloni (dal dicembre 2016 al giugno 2017) si è fermato a quota 15, dal decreto Salva-banche al decreto sicurezza urbana, passando per il ddl concorrenza.

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