AMMINISTRATIVE 2017

Voto e redditi: Orlando 12 volte più ricco dei palermitani, Cialente 4,5 volte gli aquilani

di Riccardo Ferrazza

Leoluca Orlando (Reuters)

2' di lettura

Palermo è una città con un reddito medio al di sotto della media nazionale: 19.478 euro contro 20.690 (dichiarazioni 2016, anno d’imposta 2015). Il suo sindaco, Leoluca Orlando, candidato per il quinto mandato (ma secondo consecutivo) nelle elezioni di domenica, ha invece un reddito che lo pone nella fascia “elite” dei contribuenti: 236.827 euro (di cui circa la metà derivante dallo “stipendio” comunale di 121.198 euro). Una cifra che è 12 volte quella dichiarata in media dai suoi concittadini e che è cresciuta dall’inizio del suo mandato (nel 2013 il suo reddito imponibile era di 176.359 euro).

È la sproporzione più grande tra quelle dei comuni capoluogo di regione chiamati a rinnovare le loro amministrazioni tra l’11 (primo turno) e il 25 giugno (eventuale ballottaggio). Gli altri centri sono Genova, L’Aquila e Catanzaro.

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REDDITI IMPONIBILI

Dichiarazioni 2016. Dati in euro. (Fonte: elaborazioni su dati Mef-Dipartimento delle finanze e dichiarazioni reddituali dei sindaci)

REDDITI IMPONIBILI

Marco Doria è il sindaco “arancione” di Genova. La sua esperienza alla guida del capoluogo ligure finisce dopo il primo mandato. Non si ricandiderà. Nell’anno fiscale 2015 aveva dichiarato un reddito imponibile di 128.126 euro, di cui 88.434 per il suo compenso da sindaco. Decisamente superiore a quello medio dei genovesi che ha amministrato negli ultimi cinque anni (22.164 euro) ma con una divaricazione meno accentuata rispetto al caso palermitano: 5,7 volte. Se al posto di Doria dovesse essere eletto l’assessore uscente ai Lavori pubblici Giovanni Crivello (sostenuto dal centrosinistra) il rapporto scenderebbe: il suo reddito imponibile di 57.483 euro (derivante per intero dalla stipendio comunale) è appena due volte e mezzo quello medio cittadino.

Non si ricandida perché ha già alle spalle due mandati consecutivi Massimo Cialente. Primo cittadino dell’Aquila di cui ha vissuto il terremoto del 2009 e gestito la ricostruzione, ha un reddito imponibile di 97.039 euro (l’emolumento da sindaco gli assicura 4.368,90 lordi al mese): 4,5 volte superiore alla media dei contribuenti della città (21.266 euro).

Catanzaro è il quarto capoluogo di regione che va al voto. In questo caso però non è possibile calcolare il rapporto dei redditi tra sindaco e contribuenti della città calabrese. Il primo cittadino uscente e ricandidato alla successione di se stesso, Sergio Adamo (stipendio mensile da 4.734,10 euro), ha rimosso dal sito internet del Comune le dichiarazioni reddituali e patrimoniali sue e di tutti gli assessori. Pubblicazione «sospesa - si legge - in applicazione della delibera dell’Autorità nazionale Anticorruzione n. 382 del 12 aprile 2017» con la quale l’Anac ha esonerato i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali dal rendere noto compensi legati alla carica e la propria dichiarazione dei redditi. Indicazione alla quale - a differenza di altri parti d’Italia - a Catanzaro si sono tempestivamente adeguati.

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