LA PROPOSTA IN SENATO

Voto elettronico obbligatorio nelle quotate per tutelare i piccoli azionisti

Il Ddl prevede che le società inseriscano nei loro Statuti la possibilità di trasmettere in tempo reale l’assemblea, di intervenire da altra località, di esercitare il diritto di voto senza dover nominare un rappresentante che sia fisiccamente presente

di Federica Micardi

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(ra2 studio - Fotolia)

Il Ddl prevede che le società inseriscano nei loro Statuti la possibilità di trasmettere in tempo reale l’assemblea, di intervenire da altra località, di esercitare il diritto di voto senza dover nominare un rappresentante che sia fisiccamente presente


2' di lettura

L’obbligo del voto elettronico per le società quotate piace ai commercialisti. Con un comunicato il Consiglio nazionale della categoria ha espresso ieri vivo apprezzamento per il disegno di legge presentato dal senatore Vincenzo Presutto (M5S) il 5 novembre che prevede questa novità (As 2008).
L’obbligo riguarderebbe le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (articolo 2325-bis del Codice civile) e alla Consob spetterebbe il compito di disciplinare le modalità operative per garantire ai soci la partecipazione con mezzi elettronici.
Nella relazione illustrativa, il senatore Presutto spiega che il suo disegno di legge mira a rendere obbligatorio, per le società quotate di cui all'articolo 2325-bis del Codice civile, di prevedere all’interno del proprio statuto l’utilizzo di mezzi elettronici al fine di consentire una o più delle seguenti forme di partecipazione all’assemblea:

a) la trasmissione in tempo reale dell’assemblea;

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b) l’intervento in assemblea da altra località mediante sistemi di comunicazione in tempo reale a due vie;

c) l’esercizio del diritto di voto prima dell’assemblea o durante il suo svolgimento, senza che sia necessario designare un rappresentante fisicamente presente alla stessa.

Secondo il presidente del Consiglio nazionale della categoria, Massimo Miani «l’approvazione del Ddl Presutto costituirebbe un decisivo passo in avanti in termini di trasparenza delle società quotate. Da anni sosteniamo con forza l’urgenza di favorire una maggiore partecipazione dei piccoli azionisti alle decisioni assunte in seno alle quotate e una maggiore trasparenza nella redazione dei documenti di carattere economico-finanziario. Il passaggio dalla facoltatività all’obbligatorietà del voto elettronico sarebbe da questo punto di vista una vera e propria svolta».

È da tempo che il Consiglio nazionale dei commercialisti, ricorda il segretario Achille Coppola, porta avanti una battaglia in favore dell’azionariato attivo. «In alcune quotate - piega Coppola - c’è oltre mezzo milione di risparmiatori, ben al di sopra del 10% del capitale, cui bisogna finalmente dare voce. La nostra storica richiesta di obbligatorietà del voto elettronico nasce per questo motivo e dalla constatazione che studi e analisi condotti nel tempo hanno evidenziato l’inadeguatezza della nostra regolamentazione nazionale che limita enormemente la partecipazione dei cittadini al mercato dei capitali».

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