elezioni amministrative

Voto locale in Gran Bretagna, per la May miglior risultato dal 1973

di Nicol Degli Innocenti

(Ap)

2' di lettura

LONDRA - Elezioni amministrative di buon auspicio per Theresa May: la posizione della premier britannica è stata rafforzata dai risultati del voto locale e regionale di ieri e può guardare alle politiche dell’8 giugno con maggiore ottimismo.

Il partito conservatore ha guadagnato 560 seggi in Inghiterra, in Galles e perfino in Scozia, a spese dell’opposizione laburista ma soprattutto di Ukip. Il partito anti-Ue fondato da Nigel Farage è stato pressoché eliminato, perdendo tutti i 145 seggi che aveva senza guadagnarne neanche uno, segnale che gli elettori ritengono che dopo Brexit Ukip non abbia più un ruolo da giocare nella politica britannica.

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Un totale di 4.851 seggi erano in palio in 88 consigli regionali – tutti quelli del Galles e della Scozia e 34 in Inghilterra. La performance del partito conservatore è stata la migliore dal 1973, superando anche il record di Margaret Thatcher ai massimi della popolarità.

Le elezioni amministrative sono un segnale attendibile delle intenzioni di voto degli elettori alle politiche dell’8 giugno, secondo Tony Travers, docente alla London School of Economics. «Sono un vero test del potere dei partiti - ha detto - e danno indicazioni credibili sull’opinione pubblica e i trend di voto. È evidente che le cose sembrano positive per i Tories sia a livello locale che a livello nazionale».

La May ha però evitato toni trionfalistici, dichiarando che intende combattere per ogni voto nelle elezioni a venire e ha avvertito i compagni di partito di «non dare niente per scontato» in vista dell’8 giugno.

Il partito laburista ha perso 380 seggi: una performance decisamente negativa, anche se non la disfatta totale prevista da molti. In Galles, territorio da sempre Labour, ha dovuto cedere diverse città ma è riuscito a mantenere il controllo del capoluogo Cardiff.

Il colpo più grave per i laburisti è stata forse la perdita di Glasgow, città scozzese che era Labour da quarant’anni e che ora è passata al partito nazionalista scozzese. L’Snp di Nicola Sturgeon si è confermato primo partito, ma i conservatori hanno superato i laburisti per conquistare il secondo posto. I Tories sono riusciti a ottenere 164 seggi anche in zone tradizionalmente ostili e fortemente laburiste. Il merito è attribuito in gran parte a Ruth Davidson, leader Tory in Scozia, che ha raccolto consensi puntando sul suo carisma personale e su una forte opposizione all’idea di un secondo referendum sull’indipendenza.

Il voto di ieri era importante anche perché per la prima volta c’è stata l’elezione diretta di sei ‘supersindaci' in grandi città come Manchester, Birmingham, Liverpool e Bristol. Hanno vinto i candidati conservatori anche in zone tradizionalmente ‘rosse', con l’eccezione di Liverpool e di Manchester, che come previsto è stata vinta dall’ex ministro laburista Andy Burnham.

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