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Voto di Midterm negli Usa, ecco chi sono tutti i volti nuovi

di Marco Valsania

Midterm, la dem Tlaib prima musulmana in Congresso


6' di lettura

Le elezioni di Midterm americane hanno dato un verdetto salomonico, con una Camera in mano ai democratici e un Senato invece solidamente repubblicano. Ma di salomonico ci sono solo le apparenze: le analisi del voto rivelano un partito democratico che vince o stravince nei grandi centri urbani e nei loro dintorni, tra bianchi più istruiti, moderati e progressisti, giovani. E un partito repubblicano ancorato al voto rurale, dei bianchi con meno qualifiche e più emarginati, delle correnti ultra-religiose, evangeliche e anti-abortiste.

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È una formula che, nel lungo periodo, potrebbe aiutare i democratici, perché il loro bacino elettorale è in crescita mentre quello repubblicano minaccia di restringersi. Ma che oggi spesso premia ancora i repubblicani, per la tradizionale sovra-rappresentazione del voto rurale e dei piccoli stati (anzitutto al Senato, dove ogni stato ha due senatori). Anche perché Donald Trump si è dimostrato particolarmente efficace nel comunicare con la sua base. In questo clima teso la cooperazione tra i due partiti è una scommessa tutta da verificare , che potrebbe alternare impegni sulla carta (su temi quali infrastrutture, prezzi dei farmaci, persino immigrazione) a scontri e paralisi.

La leader democratica alla Camera Nancy Pelosi ha suggerito che potrebbe frenare su tentativi di impeachment di Trump, che comincerebbero alla Camera, ma non è detto. Trump ha allo stesso tempo ipotizzato un dialogo ma anche minacciato ritorsioni se qualcuno lo attacca (un messaggio ribadito anche nella sua prima, polemica conferenza stampa dalla Casa Bianca sull’esito del Midterm). È però da una carrellata di alcuni dei volti nuovi in Congresso e tra i governatori che emerge in maniera più vivida questa realtà di forti divisioni.

La deputata più giovane
Alexandra Ocasio-Ortez, democratica di New York (Bronx e Queens) e famiglia di origini portoricane, diventerà la più giovane parlamentare del Paese a 29 anni appena compiuti. Laureata in economia e relazioni internazionali, aveva vinto a sorpresa le primarie democratiche per il seggio e si è affermata anche alle elezioni generali con un messaggio progressista. Finora lo scettro del più giovane deputato spettava alla 30enne repubblicana Elise Stefanick sempre di New York. Ocasio-Ortez è anche una delle punte di diamante dell’ondata rosa al Congresso, che supererà i cento deputati donna eletti su 435 totali alla Camera.

L’agente della Cia
La democratica Abigail Spanberger, 39enne ex agente federale e in seguito dei servizi segreti della Central Intelligence Agency, ha battuto un deputato uscente in Virginia, Dave Brat, militante dei Tea Party. Spanberger ha condotto una campagna moderata, centrata sulla responsabilità fiscale e sulla sanità. Brat era diventato famoso per aver sconfitto alle urne il leader della maggioranza alla Camera del suo stesso partito, Eric Cantor. Da allora era una delle voci più stridenti del Freedom Caucus, il gruppo più estremista dei deputati repubblicani.

La veterana di guerra
Mikie Sherrill, democratica eletta alla Camera dall’undicesima circoscrizione del New Jersey, ha a sua volta la storia dalla sua parte. È diventata una dei numerosi veterani delle forze armate che ha corso quest’anno e tra coloro che hanno avuto maggior successo, conquistando un seggio da vent’anni in mano ai rivali. È stata, oltre che ex procuratore federale, soprattutto una pilota di elicotteri per la marina militare, con missioni nei cieli dell’Europa e del Medio Oriente fino al 2003. Nella sua campagna ha sottolineato anzitutto la necessità di maggior civiltà nella politica e di cooperazione legislativa. Ha criticato il piano di sgravi delle tasse voluto dai repubblicani.

La prima senatrice del Tennessee
Sarà Marsha Blackburn, repubblicana, la prima donna e rappresentare lo stato del sud al Senato a Washington. È una convinta conservatrice, forte di posizioni contro il matrimonio gay, il diritto d’aborto e la riforma sanitaria Obamacare. Ex vincitrice di concorsi di bellezza, aveva avviato una carriera imprenditoriale nel marketing prima di arrivare alla politica locale e statale tra il 1999 e il 2003, e poi nazionale, come deputato. È da sempre un’accesa sostenitrice di Trump.

Programmatrice e senatrice
Jackie Rosen, a 61 anni, è stata eletta a sorpresa senatrice democratica dal Nevada, battendo un veterano repubblicano uscente, Dean Heller, in una circoscrizione che Trump aveva nettamente vinto alle presidenziali. Programmatrice informatica, cominciò la carriera politica facendosi eleggere alla Camera due anni or sono. La sua candidatura aveva mobilitato i pezzi grossi del partito, da Barack Obama a Joe Biden. In una miscela di posizioni progressiste e moderate, sostiene il diritto all’aborto, la riforma sanitaria Obamacare, riforme dell’immigrazione, aumenti del salario minimo a 15 dollari.

Il primo governatore gay
Jared Polis, a 43 anni, è diventato il primo governatore democratico apertamente gay di uno stato americano, il Colorado. Polis ha parlato di sé e della sua identità durante la campagna, anche per contrapporsi alle politiche denunciate come intolleranti di Donald Trump e ancor più del suo vicepresidente Mike Pence. Prima di entrare in politica è stato imprenditore e filantropo, impegnandosi in donazioni a favore di programmi educativi e forte di un patrimonio personale di 400 milioni di dollari.

Repubblicano e intellettuale
Josh Hawley è considerato una delle stelle in ascesa del partito repubblicano ed è tra gli artefici della rafforzata maggioranza al Senato del partito repubblicano. Ha sconfitto la senatrice democratica uscente del Missouri Claire McCaskill, denunciando anzitutto il suo voto contro la nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. A soli 39 anni è considerato un brillante e fedele intellettuale conservatore, convinto anti-abortista, con alle spalle una carriera da procuratore generale dello Stato. Era stato a lungo corteggiato dai repubblicani perché si candidasse al Senato.

Le prime deputate Native Americans
Sharice Davids del Kansas e Deb Haaland del New Mexico sono diventate le prime due deputate Native Americans al Congresso. Davids, che è anche gay, è un membro della Ho-Chunk Nation e ha lavorato a lungo sulle tematiche legate ai diritti delle popolazioni native negli Stati Uniti. Ha strappato un seggio alla Camera detenuto dai repubblicani con un margine di ben 9 punti percentuali. Al suo fianco siederà la 58enne Haaland, figlia di veterani delle forze armate e a sua volta membro del Laguna Pueblo People.

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Le prime deputate musulmane
Ilhan Omar del Minnesota e Rashida Tlaib del Michigan sono diventate le prime due donne musulmane elette alla Camera. Omar è una 36enne di origini somale, nata a Mogadiscio, arrivata negli Stati Uniti nel corso degli anni Novanta dopo lo scoppio della guerra civile nel suo Paese e dopo aver passato quattro anni in un campo profughi del Kenya. Ilhean imparò l’inglese in soli tre mesi e oggi ha una laurea in scienze politiche dalla North Dakota State University. Tlaib è un avvocato di 42 anni, nata da immigrati palestinesi a Detroit.

I neogovernatori del Midwest
Una donna, la 47enne Gretchen Whitmer, simboleggia anche la conquista democratica di alcune importanti poltrone di governatore nel Midwest. Cresciuta nella politica locale, Whitmer ha condotto una campagna che ha insistito su un’agenda di miglioramento dei servizi, dalle scuole alle strade e agli acquedotti. Ha prevalso in Michigan, mentre JB Pritzker, erede della dinastia Hyatt Hotels, ha vinto nel vicino Illinois, e Tony Ever in Wisconsin ha battuto il governatore repubblicano anti-sindacale Scott Walker a caccia di un terzo mandato. In Kansas, un’altra donna, la democratica Laura Kelly, ha sconfitto l’ultra-conservatore Kris Kobach, salito alla ribalta per il suo ferreo sostegno alle politiche anti-immigrazione di Trump.

Il governatore pro-Trump della Florida
Ron DeSantis ha battuto in Florida la grande speranza democratica, incarnata dall’afroamericano Andrew Gillum. il 40enne DeSantis, avvocato, ha contato su una mobilitazione delle base del partito nelle aree più rurali del grande stato tradizionalmente incerto. Gillum sarebbe diventato il primo governatore afroamericano della Florida e ha accusato DeSantis apertamente di aver fatto ricorso a espressioni razziste durante la dura campagna. Un’altra corsa cruciale per un candidato afroamericano a governatore, quella di Stacey Abrams in Georgia, è tuttora indecisa al cardiopalma: Abrams, che sarebbe diventata la prima donna afroamericana governatore dello stato, è indietro di circa 70.000 voti su quasi 4 milioni ma rifiuta per ora di arrendersi al repubblicano Brian Kemp in uno stato in passato noto per la soppressione del voto delle minoranze.

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