L’INCHIESTA

Voto scambio in Sicilia, ai domiciliari Salvino Caputo: da An a Fi fino alla Lega

di Redazione Roma

(ANSA)

2' di lettura

L’ex parlamentare regionale ed ex sindaco di Monreale di An Salvatore Caputo detto “Salvino”, avvocato penalista e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini” durante le elezioni amministrative della scorsa primavera, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di voto di scambio insieme al fratello Mario, anche lui avvocato, e candidato alle ultime elezioni all’Ars sempre con la Lega. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal Gip di Termini Imerese su richiesta della Procura.

Indagati anche Pagano e Attaguile
Nell’inchiesta sono indagati in concorso morale e materiale con i fratelli Caputo due procacciatori di voti Benito Vercio e Stefano Vinci, il segretario di Noi con Salvini in Sicilia, Angelo Attaguile, e il neo deputato eletto nell’Isola, Alessandro Pagano, che è anche coordinatore del Carroccio per la Sicilia occidentale.

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Caputo politico di lungo corso nelle fila del centrodestra
Caputo è un politico di lungo corso che ha militato sempre nelle fila del centrodestra. Ex attivista del Msi, per due volte sindaco di Monreale, è stato per quattro legislature deputato regionale eletto con An e Forza Italia prima e con il Pdl poi. Nella primavera scorsa, infine, l’approdo alla Lega con la nomina a commissario straordinario del movimento Noi con Salvini per i comuni della provincia di Palermo.

Primo politico siciliano colpito dalla legge Severino
Ma Caputo ha anche un altro record: è il primo politico
siciliano colpito dalla legge Severino. Nel giugno del 2013 era infatti decaduto da parlamentare regionale in seguito a una condanna definitiva a un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio. Da sindaco di Monreale, infatti, avrebbe tentato di cancellare alcune multe che i vigili urbani avevano contestato all’allora arcivescovo Salvatore Cassisa e ad alcuni suoi ex assessori. Inutile il ricorso in tribunale con il quale Caputo aveva cercato di rimanere all’Assemblea regionale siciliana contestando l’illegittima retroattività della norma.

Nomina contestata
Anche a causa di questi precedenti la nomina di Caputo da parte del coordinatore della Sicilia Occidentale di Noi con Salvini, Alessandro Pagano, era stata duramente contestata dal suo predecessore, Francesco Vozza. «Non condivido la scelta di Pagano né nel metodo né nel merito. Se è normale nominare commissario un condannato in via definitiva per abuso d’ufficio, decaduto dall'Ars, allora smetto di fare politica. Ho avviato delle consultazioni con i vertici della Lega Nord per capire se Salvini è al corrente di questa nomina. Per quanto mi riguarda c’è un problema politico grande quanto una casa». Secca la replica di Pagano: «Tutto il movimento si stringerà attorno a Caputo con grande impegno, al fine di portare avanti il nostro progetto insieme a Matteo Salvini in tutto il territorio siciliano. Nella provincia di Palermo sarà il nostro punto di riferimento a livello organizzativo nei comuni che hanno imminenti scadenze elettorali».

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