i siti che consigliano gli elettori

Voto tattico per frenare Brexit, Gina Miller lancia una nuova battaglia

A meno di un mese dalle elezioni britanniche del 12 dicembre app e siti dedicati stanno spuntando come funghi per indirizzare e aiutare gli elettori a votare in modo “giusto” e contenere i Tories. Tra questi anche Remain United dell’attivista Gina Miller

di Nicol Degli Innocenti


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Le schede elettorali per il voto britannico del 12 dicembre

3' di lettura

LONDRA - Ci sono ancora quattro settimane prima del voto in Gran Bretagna, i partiti in lizza non hanno ancora presentato i loro programmi e l’esito delle elezioni del 12 dicembre è imprevedibile. Una cosa è certa però: la parola chiave della campagna elettorale è «voto tattico». In pratica, in queste elezioni che si profilano già come un secondo referendum sull’Unione Europea, votare tatticamente vuole dire frenare o accelerare Brexit, a seconda delle preferenze.

Le scelte dei partiti...
«Queste elezioni saranno decise dal voto tattico», ha dichiarato ieri Nigel Farage. La tattica del fondatore e leader del Brexit Party è di non presentare candidati nei 317 seggi vinti dai Conservatori per non dividere il voto degli euroscettici e puntare tutto sulle circoscrizioni tradizionalmente laburiste ma che avevano votato a favore di uscire dalla Ue.

Queste elezioni saranno decise dal voto tattico

Sul fronte opposto tre partiti pro-Ue – Liberaldemocratici, Verdi e gli indipendentisti gallesi – hanno siglato un patto di non aggressione, che vuol dire che in ogni seggio presenteranno un solo candidato anti-Brexit, scegliendo il rappresentante del partito che ha più possibilità di vittoria in quella circoscrizione.

...e quelle dei cittadini
Toccherà però ai cittadini votare in modo tattico. Per questo app e siti dedicati stanno spuntando come funghi per indirizzare e aiutare gli elettori a votare in modo “giusto”.

Negli ultimi giorni ben cinque organizzazioni anti-Brexit sono scese in campo con lo stesso obiettivo ma con siti diversi (e nomi a volte molto simili): remainunited.org, getvoting.org, Tacticalvote.co.uk, tactical.vote e tactical-vote.uk.

Il ritorno di Gina Miller
Remain United, fondata in maggio da Gina Miller, l’attivista anti-Brexit, per incoraggiare il voto tattico alle elezioni europee, ora si dedica al voto di dicembre. Il sito permette agli elettori di verificare la situazione nella propria circoscrizione elettorale inserendo il codice postale di residenza.
«C’è solo un modo per evitare una maggioranza Tory e una hard Brexit - ha detto la Miller -. Nel nostro sistema elettorale uninominale secco, la verità è che l’unico partito che ha una chance di mandare un deputato in Parlamento è il partito che ottiene il maggior numero di voti».

Gina Miller, la donna che guida la campagna anti hard-Brexit

La metodologia: sondaggi e ultime elezioni
Il sito della Miller, così come getvoting.org dell’organizzazione Best for Britain, utilizza una metodologia che si basa sui sondaggi di opinione per poi estrapolare previsioni dettagliate al livello della singola circoscrizione. Il sistema si chiama Mrp, che sta per “multilevel regression e poststratification”. Tacticalvote.co.uk e tactical.vote invece non utilizzano sondaggi ma solo dati dalle ultime elezioni, le politiche del 2017 e le europee di maggio, per le loro previsioni.

Il sistema Mrp permette di essere più aggiornati, ma il problema con questa metodologia è che le opinioni degli elettori sono spesso mutevoli nel corso delle settimane di campagna e quindi i sondaggi possono cambiare notevolemente. Per questo il sito della Miller verrà aggiornato due volte in base a nuovi sondaggi che verranno fatti il 23 novembre, il giorno dopo il dibattito televisivo tra il premier e il leader laburista, e il fine settimana prima delle elezioni.

Quale maggioranza per i Tories?
I sondaggi variano, ma la previsione di massima è che i Tories saranno il primo partito, ma potrebbero non conquistare la maggioranza assoluta, portando di nuovo a un Parlamento “impiccato” e ingestibile. La Miller non è particolarmente ottimista sull’esito del voto. «Finiremo come l’Italia», ha dichiarato, intendendo dire una precaria coalizione tra partiti che non vanno particolarmente d’accordo.

Il voto dei filo-europei rischia infatti di frammentarsi tra diversi partiti, con i LibDem che intendono revocare l’articolo 50 a un estremo e il Laburisti che puntano a rinegoziare l’accordo con la Ue per arrivare a una Brexit “morbida” all’estremo opposto. In mezzo ci sono i Verdi, gli indipendentisti scozzesi, l’Independent Group, gli indipendentisti gallesi e una manciata di candidati non affiliati ad alcun partito.

Il movimento People’s Vote, che fa campagna per un secondo referendum sulla Ue, ha il sito tactical-vote.uk e giovedì ha presentato la “lista dei 100” candidati che sostiene, che rappresentano partiti diversi ma che nelle loro circoscrizioni possono vincere e poi cercare di tornare alle urne per annullare Brexit. Ha scelto la giornata di giovedì perché era la scadenza per presentare candidati in tempo utile e quindi ha invitato gli altri pretendenti nei 100 seggi a farsi da parte, «sacrificandosi per il bene comune».

Per gli elettori pro-Brexit invece la scelta è più semplice: in 317 circoscrizioni dovranno votare per il partito conservatore e nelle altre dovranno scegliere tra i Tories e il Brexit Party. In ogni caso venerdì il movimento anti-Ue Leave.EU presenterà una app per indirizzare i sostenitori di Brexit nella direzione giusta per realizzare il loro obiettivo.

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