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Voucher anziché rimborsi per i voli cancellati: il governo contro l’Ue

Nonostante la richiesta Ue di procedura d’infrazione il governo intende confermare la possibilità per compagnie aeree e società di navigazione di dare voucher rimborsabili solo dopo 12 mesi

di Gianni Dragoni

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(IMAGOECONOMICA)

Nonostante la richiesta Ue di procedura d’infrazione il governo intende confermare la possibilità per compagnie aeree e società di navigazione di dare voucher rimborsabili solo dopo 12 mesi


2' di lettura

Si va allo scontro tra governo e commissione Ue sui rimborsi ai passeggeri per i viaggi, in particolare i voli, cancellati a causa del coronavirus. L’orientamento del governo italiano è di tenere duro sulla linea dei voucher validi almeno 12 mesi. E quindi il governo non intende accogliere la richiesta di Bruxelles di rispettare il regolamento europeo, che prevede l’obbligo di rimborsare i biglietti entro 7 giorni dalla cancellazione. Dall’Ue è arrivata una richiesta di procedura d’infrazione contro l’Italia.

Doppia procedura d’infrazione
Non ci sono state reazioni ufficiali del governo dopo che la notizia dell’iniziativa di Bruxelles è stata ufficializzata il 2 luglio dall’Ansa. C’è una doppia richiesta di procedura d’infrazione sui rimborsi ai passeggeri, presentata attraverso una lettera di costituzione in mora. La prima richiesta è scattata nei confronti dell’Italia (e anche della Grecia) perché è stata adottata una legge - il decreto Cura Italia _ che, a partire dal 13 marzo, consente alle compagnie aeree e di navigazione di offrire voucher come unica forma di rimborso. I voucher sono utilizzabili come un credito per acquistare biglietti futuri. Invece il regolamento comunitario n. 261 del 2004 stabilisce che sono i passeggeri ad avere il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro ed eventuali altre forme di rimborso, come i voucher. Secondo il regolamento, il rimborso deve essere pagato entro 7 giorni dalla cancellazione del viaggio.

Pacchetti tutto compreso
La seconda richiesta di procedura d’infrazione, che oltre a Italia e Grecia riguarda altri otto Paesi, concerne le norme nazionali sui pacchetti di viaggi «tutto compreso» che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.

La ministra De Micheli: rimborsi dopo 12 mesi
Il governo era già informato di questa mossa della Commissione Ue. Infatti la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, il 23 giugno alla commissione Trasporti della Camera, ha detto: «Sui voucher abbiamo avuto una richiesta di apertura di procedura d’infrazione». La ministra ha affermato che l’intenzione del governo è far approvare dal Parlamento una norma «per poter dare voucher validi 12-18 mesi ma consentendo un rimborso su richiesta del passeggero dopo 12 mesi. Stiamo attenendoci a questa soluzione».

La lettera mandata a Bruxelles
Una fonte governativa ha riferito al Sole 24 Ore che dopo l’intervento alla Camera il ministero dei Trasporti ha mandato una lettera alla Ue con i contenuti dell’audizione, spiegando che il governo avrebbe preso le misure illustrate dalla ministra De Micheli. Quindi nessun dietrofront.

Il contrasto con la Ue
Una posizione che favorisce le compagnie e penalizza i consumatori. E anche molto diversa da quella dell’Ue, che insiste perché il rimborso venga dato dopo i 7 giorni (o 14 per i pacchetti turistici) previsti dai regolamenti comunitari. Solo se il passeggero lasciato a terra lo accetta, la compagnia - secondo l’Ue - può dare un voucher. Per rispondere alle obiezioni di Bruxelles sulla procedura d’infrazione il governo ha 60 giorni. Intanto i passeggeri rimangono penalizzati e non possono ottenere i rimborsi.

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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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