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Voucher banda ultralarga, il Tar boccia i ricorsi contro il Piano

Il Tar ha respinto il ricorso presentato da Aires, Ancra e Mediamarket con la richiesta di sospensiva in merito al piano per i voucher da 500 euro per connettività e pc o tablet a favore delle famiglie con reddito Isee sotto i 20mila euro

di Andrea Biondi e Carmine Fotina

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(AdobeStock)

Il Tar ha respinto il ricorso presentato da Aires, Ancra e Mediamarket con la richiesta di sospensiva in merito al piano per i voucher da 500 euro per connettività e pc o tablet a favore delle famiglie con reddito Isee sotto i 20mila euro


3' di lettura

L’operazione “Voucher per la banda ultralarga” per ora può proseguire. Il Tar del Lazio, nella seduta del 20 novembre, ha infatti bocciato il ricorso con il quale Aires (associazione rivenditori elettrodomestici specializzati), Ancra (associazione commercianti radio televisione elettrodomestici) e Mediamarket (Mediaworld) avevano chiesto la sospensione urgente del decreto del ministero dello Sviluppo economico che ha avviato l'intervento. Il ricorso dovrà ora essere discusso nel merito.

Il Piano non si ferma

Niente stop quindi e operazione che prosegue. Oggetto della contesa è la prima fase del Piano voucher, quella riservata a famiglie con Isee inferiore a 20mila euro (per contributi fino a 500 euro) e valida non in tutti i Comuni italiani (i dettagli sono disponibili sul sito www.infratelitalia.it). Nel pomeriggio di lunedì 23 novembre, stando ai numeri riportati nella dashboard Infratel, risultavano attivati bonus per 10.500 euro con prenotazioni per 22,5 milioni, su oltre 200 milioni a disposizione.

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Il reclamo dei rivenditori di elettrodomestici

Tornando alla querelle legale, i rivenditori avevano contestato di essere stati praticamente tagliati fuori dallo schema predisposto da Infratel, la società in house del ministero dello Sviluppo economico che gestisce il piano. Schema in base al quale anche l’acquisto incentivato di un tablet o pc è gestito direttamente dagli operatori Tlc in un’offerta integrata con la connessione alla banda ultralarga.

Il no del Tar alla sospensiva

Secondo il Tar del Lazio, però, slegare le due parti dell'offerta e il relativo canale di vendita avrebbe costituito un doppio passaggio non coerente con la necessità di procedere rapidamente in considerazione dell’emergenza contrassegnata da un livello sempre più diffuso di lavoratori in smartworking e di studenti impegnati nella didattica a distanza. Nello specifico, i giudici amministrativi parlano di «natura emergenziale» per assicurare «in modo celere attraverso una procedura semplificata diritti costituzionalmente garantiti (allo studio e al lavoro».

Nessuna limitazione sulla libertà di scelta del device

Sul punto si può tuttavia osservare come il voucher banda ultralarga non sia stato ideato dal governo durante la pandemia, ma sia il risultato di un lavoro estremamente lungo, costellato di ritardi, e avviato con una delibera Cipe che risale addirittura al 6 agosto 2015. Ma il Tar del Lazio ha respinto il ricorso anche sulla base di altri elementi. Ad esempio la possibilità per i venditori di sottoscrivere accordi commerciali con gli operatori di rete che escludono «che possa verificarsi il presupposto della limitazione della libertà del consumatore nella scelta del dispositivo per la fruizione del servizio di accesso ad internet».

Infratel: «Riconosciuta la piena legittimità»

In conclusione per il Tar «il pregiudizio economico lamentato per le imprese fornitrici e venditrici di dispositivi appare recessivo a fronte dell’interesse pubblico alla sollecita erogazione del contributo a favore delle fasce economicamente più deboli». Infratel, con l'amministratore delegato Marco Bellezza, accoglie come un successo la pronuncia del Tar. «Esprimiamo soddisfazione – dice Bellezza –per questa decisione che conferma la piena legittimità della misura e del lavoro svolto da Infratel Italia nella fase attuativa. Un concreto aiuto per fornire connettività a banda ultralarga a partire dalle fasce deboli della popolazione nell'attuale fase emergenziale».

Il ministro Patuanelli: «Misura per le fasce deboli»

«È estremamente importante che si sia compreso il fatto che la misura è volta a fornire connettività e device alle fasce deboli della popolazione nell'attuale fase emergenziale», ha commentato da canto suo il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli attraverso Facebook.

Aires e Ancra: «Ora all’Antitrust»

Delusione nelle file dei ricorrenti. «In attesa della sentenza di merito del Tar, la parola passa alla Autorità Antitrust sulla base dell'esposto che Aires e Ancra presenteranno in settimana, dopo avere atteso per rispetto istituzionale la decisione oggi rilasciata in sede amministrativa», si legge in una nota di Aires e Ancra. «Si lavori insieme per trovare una soluzione e migliorare da subito il provvedimento».

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