TURISMO E FASE 2

Voucher, misure anti-contagio e zero sconti: i piani d'azione dell'Alto Adige per ripartire

Nel pacchetto di iniziative si punta anche a una campagna di promozione del territorio a livello internazionale ma il prezzo delle camere non scenderà per mantenere la qualità dei servizi

di Gianni Rusconi

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Fase 2 del Trentino Alto Adige

Nel pacchetto di iniziative si punta anche a una campagna di promozione del territorio a livello internazionale ma il prezzo delle camere non scenderà per mantenere la qualità dei servizi


3' di lettura

Erano tanti gli appuntamenti che avrebbero costellato la primavera e l'estate in Alto Adige. Una lista lunga, che il Coronavirus ha cancellato (quasi) totalmente. Dall'8 al 31 maggio, per esempio, era in programma fra i centri storici e le fortezze di Bressanone, Chiusa, Fortezza e Novacella il Water Light Festival 2020, evento unico (oltre che completamente gratuito) nell'ambito delle installazioni legate all'acqua e alla luce. Tutto rimandato a maggio 2021. In attesa del ritorno alla normalità, ecco le prime iniziative per la ripresa come “Acquistare Emozioni”, promossa dalla Bressanone Turismo Società Cooperativa, che offre la possibilità di sostenere attività e strutture ricettive locali (al momento chiuse) acquistando online una serie di voucher validi per prodotti e servizi da poter riscattare entro due anni. Ma quali sono le misure al vaglio di istituzioni e operatori per reagire a una crisi che, stando ai dati pubblicati di recente dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, potrebbe portare a fine anno a un crollo di fatturato di oltre 800 milioni di euro per gli albergatori e i ristoratori del Trentino Alto Adige? Ne abbiamo parlato con Erwin Hinteregger, Direttore Generale di Idm, agenzia innovativa che opera come facilitatore dello sviluppo economico del Sud Tirolo.


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La riapertura, anche parziale, delle strutture ricettive a partire da maggio è quindi qualcosa di indispensabile per l'economia della Regione?
“Il turismo e la gastronomia sono uno dei rami più importanti dell'economia locale e l'impatto della crisi è drammatico. È sempre più evidente che nei prossimi mesi dovremo imparare a convivere con il virus ed è altrettanto essenziale che le prossime misure vengano adottate con lungimiranza: questo significa avere un piano concreto che permetta una ripartenza organizzata e che metta le strutture ricettive in condizione di applicare tutte le soluzioni in grado di contenere al massimo il rischio di una seconda ondata e di garantire la salute di chi lavora e dei clienti. Nel rispetto di queste condizioni, la celere ripartenza del turismo sarà fondamentale non solo per la nostra Regione, ma anche per l'intero Paese”.

Si parla di incentivi per stimolare la ripresa del turismo domestico: è la strada giusta da percorrere secondo voi?
“Io credo soprattutto in una soluzione europea. È importante che tutti gli stati membri adottino misure omogenee e che si possa garantire la libera circolazione all'interno dei confini europei. Al contempo è giusto promuovere ulteriormente il turismo domestico, soprattutto in Italia, dove ogni regione è unica a livello di paesaggio, cultura, tradizioni e gastronomia. Se penso all'Alto Adige, passiamo dalle Dolomiti ai vigneti della strada del vino fino alle terme e i giardini di Trauttmansdorff a Merano, solo per citare pochi esempi.


C'è invece chi suggerisce che l'unica soluzione per rilanciare il turismo in Italia sia quella di investire in azioni di destination management su scala nazionale
“I danni provocati da questa crisi sono enormi, ma come ogni crisi, anche l'attuale comporta nuove opportunità, grazie soprattutto alle nuove tecnologie digitali. Sono tuttavia fermamente convinto che l'aspetto principale non sia il metodo o il canale con cui si promuove una destinazione, ma la qualità dell'offerta. In questo periodo è diventato ancora più chiaro che dobbiamo mettere al centro di ogni attività l'ospite in quanto persona, offrendogli un'esperienza unica, che sappia coinvolgerlo a 360 gradi. Puntando su fattori come sostenibilità e tradizioni”.


Ci sono linee guida per gestire e regolamentare il ritorno dei turisti? “La maggiore difficoltà, al momento, è legata alle molte incertezze circa la durata della crisi sanitaria e delle misure varate per il contenimento della pandemia. Stiamo comunque lavorando, al fianco delle istituzioni (Provincia e Camera di Commercio di Bolzano) e degli operatori a un piano d'azione, “Restart Alto Adige”. Uno dei dei punti focali del piano è una campagna di promozione internazionale indirizzata ai principali nostri mercati”.

I prezzi delle camere post coronavirus diminuiranno?
“No. Una riduzione dei prezzi rappresenta una soluzione immediata ma comporta effetti devastanti a lungo termine, perché nel tempo porterebbe anche a una riduzione della qualità dell'offerta. E sarebbe la strada esattamente opposta a quella che vogliamo percorrere, e cioè puntare al massimo della qualità. Al giusto prezzo”.

Per approfondire
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