parigi archivia le sfilate

Vuitton senza futurismi, Chanel come in un film di Truffaut, da Miu Miu realtà e fantasia

Tra le collezioni per la primavera 2021 anche Giambattista Valli con la passerella di eleganza dinamica e l’ispirazione tango di Maison Margiela

di Angelo Flaccavento

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Tra le collezioni per la primavera 2021 anche Giambattista Valli con la passerella di eleganza dinamica e l’ispirazione tango di Maison Margiela


3' di lettura

Equa ripartizione di sfilate in presenza e progetti video: la fashion week parigina si chiude con un confronto serrato tra le attuali modalità espressive. Non ci sono veri vincitori, se non la certezza (ci si passi il lieve moralismo) che far come se nulla fosse, sfilando in apparente sicurezza mentre là fuori impazza la bufera, è un modo per reiterare il vecchio clichè del sistema moda chiuso in una bolla, sbrilluccicante e autosufficiente, slegata dalla vita vissuta, quando poi le assurdità del momento hanno in verità colpito tutti, e duramente. Quindi nascondersi dietro un dito, o dietro molto spettacolo, a nulla serve. La fuga dalla realtà è scelta automatica e profondamente umana, ma poi la realtà bussa sempre alla porta, inesorabile, e chiede il conto.

Meglio aprirla, la porta

È quanto fa Nicolas Ghesquière, che da Louis Vuitton abbandona futurismi e freddezze, producendo abiti che catturano la temperie di questo momento tumultuoso e la risolvono con supremo spirito di sintesi. La sfilata è insieme uno show in presenza e una esperienza digitale in remoto nella quale i chroma-key del set si animano con sequenza de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, e si dipana come una riflessione estetica e formale intorno a quel vuoto espansivo che separa il maschile dal femminile: una zona elastica, un succedersi di possibilità per la autodeterminazione. Possibilità che, per Ghesquiere, significano volumi ampi, composizioni geometriche e attitudine politica. VOTE incita il primo look. Al presente che arde non si può sfuggire.

Prove di dinamica eleganza

«Di sfilate ne ho viste parecchie in questi giorni - dice Giambattista Valli -. Per quel che mi riguarda, mascherine e distanziamento tolgono molta magia, quindi ho esplorato un diverso format». È un video in split screen: da un lato le modelle che camminano su un limbo bianco, dall'altro riprese in soggettiva della riviera italiana, opera di Valli medesimo. Il felice incontro di silhouette parigine - delle quali Valli è maestro - e rilassatezza vacanziera si traduce in una eleganza dinamica, celebrazione del bello senza troppe sovrastrutture.

Come dentro un film

Lo show di Chanel, accompagnato online da una serie di mini video in bianco e nero che molto sanno di nouvelle vague, si svolge sotto gigantesche lettere bianche che sillabano il nome della maison, ma che ricordano la scritta Hollywood. È un puro espediente scenico: la collezione non ha nulla di hollywoodiano, anche se è molto filmica. Gli occhi affumicati, i capelli tirati su alla bell'e meglio e la camminata decisa, le modelle, vestite di piccoli tailleur e bermuda, di abitini vaporosi e completi bon ton, ricordano le eroine disinibite e problematiche di Godard e Truffaut, registi che con la loro idea di camera-stylo, di cinepresa come penna, infransero i canoni della narrazione filmica, portando ventate di ispirato realismo. Ugualmente, Virginie Viard sembra decisa a portare Chanel fuori dalle vite dorate, più vicino, se non alla strada, a una vita meno idealizzata. Manca di certo il pizzicore elettrizzante della moda con la M maiuscola, ma questa muliebre concretezza, di donna che parla alle donne e le veste per davvero, funziona.

Il pubblico è sugli schermi

Da Miu Miu, Miuccia Prada lavora sulla polarizzazione degli opposti - è il momento ad esigerlo - in un clash di sport ed eleganza sontuosa ma vagamente kitsch che esalta le civetteria provocatoria del marchio. «Tutto è incentrato sugli opposti: un momento di realtà e uno di fantasia - dice. - Nella vita servono entrambi. Sono due momenti ben definiti: o ti vesti elegante o ti metti qualcosa per scomparire. Non sei mai un'unica donna, ma molte donne insieme. Da un lato devi essere molto pratica, dall'altro hai bisogno di essere attraente. Vuoi agghindarti, ma devi vivere nel mondo reale. Riguarda la complessità delle persone, delle donne». È un gioco visivamente accattivante, cui peró ormai siamo abituati. Miu Miu è infatti una formula, e come tale andrebbe rinnovata, ma la video sfilata in una immaginaria arena sportiva, con un pubblico di celebrity su schermi, è azzeccata e divertente.

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